Ieri mattina, all'alba, sono state effettuate decine di perquisizioni e di recapiti di "Avvisi di garanzia" nei confronti di esponenti e simpatizzanti del movimento NO TAV della Val di Susa. L'edizione odierna de "Il Manifesto" riporta che anche il centro sociale Askatasuna è stato oggetto di pesanti attenzioni delle sedicenti "forze dell'ordine"; sembra che gli agenti abbiano persino sfondato la porta d'ingresso. Il movimento ha ricevuto la solidarietà di molti esponenti della società civile tra i quali Don Gallo che ieri sera sarebbe salito a visitare i presidi in quota. Il segretario di RC, Ferrero , ieri in un comunicato stampa (consultabile su http://home.rifondazione.it/xisttest/index.php?option=com_content&task=view&id=9014&Itemid=445 ), annunciava la sua presenza al presidio di solidarietà con gli indagati, previsto per oggi. Non c'è dubbio che le lotte No TAV della Val di Susa (e di altri luoghi) rappresentino la punta più avanzata della lotta di classe in Italia oggi. Si tratta di un movimento che, riesce a conciliare l'universale importanza dell'obbiettivo alle rivendicazioni concrete del territorio. Chi scrive auspica l'estenzione delle già avvenute manifestazioni spontanee di solidarietà con gli attivisti e militanti.
Fabrizio Cucchi, DEApress
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