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Rivoluzione del tempo
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Il 22 settembre 1793 la Convenzione Nazionale di Parigi decreta l'adozione del calendario rivoluzionario. La rivoluzione ha fatto della Francia uno stato laico e moderno, e dopo l'introduzione del sistema metrico decimale, che aveva completamente riformato ed unificato il sistema dei pesi e delle misure sul territorio della Repubblica Francese, è il momento di contrapporre al calendario gregoriano, legato alla religione cristiana, il nuovo calendario rivoluzionario. Elaborato da una commissione scientifica formata da prestigiosi scienziati, il calendario rivoluzionario, rimasto in vigore fino al 1805, divideva l'anno in 12 mesi di 30 giorni ciascuno, piú 5 (o sei negli anni sestili equivalenti ai nostri bisestili) giorni aggiuntivi. I nomi dei 12 mesi furono ideati dallo scrittore Fabre d'Eglantine, e divisi in 4 stagioni: vendemmiaio, brumaio e frimaio per l'autunno, nevoso, piovoso e ventoso per l'inverno, germile, florile e pratile per la primavera e messidoro, fruttidoro e termidoro per l'estate. La desinenza dei mesi appartenenti alla stessa stagione è volutamente simile, per facilitare la memorizzazione. |
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