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"Le Rosarno d'Italia" di S. Ragusa

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Riceviamo e pubblichiamo:

Appuntamento speciale a dicembre per Ipertesti, l'insieme di iniziative di promozione della lettura e di approfondimento culturale proposte da Cooperativa Archeologia presso la Biblioteca delle Oblate (via dell’Oriuolo 26). In collaborazione con l’Angolo dell’Avventura di Firenze, Mercoledì 7 dicembre alle 21 in Caffetteria presentazione di “Le Rosarno d’Italia. Storie di ordinaria ingiustizia” di Stefania Ragusa, edito da Vallecchi, alla presenza dell’autrice, una delle fondatrici della Rete Primo Marzo, Pape Diaw e Zhiyuan Liu, con la partecipazione di Patrizia Galardi e Nicole Vinelli. Il libro è il viaggio tra le Rosarno del nord, passando dal civile Trentino, alla ricca Lombardia, alla rossa Emilia e alla colta Toscana, un excursus sulle ingiustizie e lo sfruttamento in Italia. Il 7 gennaio 2010 l’Italia, complice un lungo ponte, è ancora immersa nel clima natalizio. A Rosarno un giovane togolese che sta tornando all’ex Opera Sila, fabbrica dismessa e fatiscente sulla strada per Gioia Tauro, dove dorme e si ripara dal freddo assieme ad altri novecento immigrati, viene raggiunto da alcuni colpi sparati da una pistola ad aria compressa. Poco dopo, vicino alla ex fabbrica Rognetta, che offre un tetto a circa quattocentocinquanta persone, altri due ragazzi africani vengono raggiunti da colpi sparati con ogni probabilità dalla stessa arma. Una bravata? Un gesto intimidatorio? In ogni caso si tratta dell’ennesima violenza contro i braccianti neri. La notizia dell’accaduto si diffonde rapidamente. In un attimo la collera tracima e si trasforma in un fiume incontenibile. I migranti alzano la testa ed escono per strada. Le immagini della rivolta di Rosarno fanno il giro del mondo, la questione rimossa del lavoro nero e dello schiavismo, intrecciati con la ’ndrangheta nelle campagne calabresi, ritorna attuale. I giovani africani che mettono a ferro e fuoco il paese mostrano che c’è un limite oltre il quale gli esseri umani, dotati o meno di permesso di soggiorno, non possono subire. Da allora il nome Rosarno è stato usato per riferirsi al luogo preciso in cui certi fatti sono avvenuti ma anche per indicare le altre situazioni di ingiustizia e/o sfruttamento a rischio di esplosione disseminate sul territorio italiano. Rosarno sono le altre polveriere. Al contrario di ciò che si crede, non si trovano tutte in campagna e non sono tutte concentrate al sud.

Stefania Ragusa, giornalista e scrittrice, è una delle fondatrici della rete Primo Marzo che il 1° marzo del 2010 ha organizzato lo Sciopero degli stranieri. Oltre 300mila persone hanno riempito le piazze d’Italia per dire no al razzismo, alle discriminazioni e alle politiche di esclusione. Con Vallecchi ha pubblicato Bangladesh inferno di delizie nella Collana Off the road, con le Edizioni dell’Arco Africa qui. Storie che non ci raccontano. Per seguirla, visitate il suo blog www.stefaniaragusa.com.

Ingresso libero agli eventi. Ulteriore info: www.lospaziochesperavi.it.

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