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GreenPeace sui cambiamenti climatici

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Riceviamo e pubblichiamo:

Durban, Sud Africa 5 dicembre 2011 - Le più grandi associazioni umanitarie e ambientaliste lanciano un forte appello all’inizio della seconda settimana di lavori della Conferenza ONU sui cambiamenti climatici di Durban. In una conferenza stampa congiunta Oxfam, WWF, Greenpeace e la Confederazione Sindacale Internazionale hanno espresso grande preoccupazione per le posizioni assunte dagli Stati uniti. Kumi Naidoo, Direttore Esecutivo di Greenpeace International ha dichiarato: " Domenica, a Durban, gli USA hanno fatto eliminare dalla bozza di accordo un testo sugli interventi di mitigazione che avrebbe offerto una concreta protezione a coloro che stanno per essere colpiti nel modo più duro e più rapido dai cambiamenti climatici, che sono già una realtà. E' venuto il tempo per gli USA di mettersi da parte. Se non hanno la volontà di salvare vite, posti di lavoro e l'intero ecosistema planetario allora dovrebbero levarsi di mezzo e lasciare la possibilità a quelli che vogliono di andare avanti. Ogni fallimento nell’ andare oltre l'ostruzionismo USA sarà misurato in perdite di vite umane". Celine Charveriat, Direttore Campagne di Oxfam: “La proposta degli Stati uniti di congelare qualunque piano di riduzione delle emissioni fino al 2020 è allarmante. Una simile strategia e le sue possibili derive vanno fermate immediatamente. Le persone più povere del mondo, già vittime degli impatti dei cambiamenti climatici, semplicemente non possono aspettare un altro decennio per assistere a una riduzione delle emissioni in linea con le richieste degli scienziati. Se gli Stati uniti insistono in questa direzione, si facciano da parte e consentano agli altri Paesi di andare avanti senza di loro”. Jim Leape, Direttore Generale WWF Internazionale ha dichiarato "La conferenza sul clima non è certo finita. Ma il fine che questo processo non sta perseguendo è l'ambizione di ridurre le emissioni. E non è colpa del processo. È colpa dei governi come gli Stati Uniti. In realtà, non c'è un singolo scenario ora sul tavolo che ci permetta di evitare il cambiamento climatico galoppante. Senza ambizione sulla riduzione delle emissioni e un apparente traguardo al 2020 per l'attuazione, potremmo finire in un mondo con una aumento di temperatura di 4 gradi. E questo è proprio”. Sharan Burrow, Segretario Generale della Confederazione Sindacale Internazionale: Non agire significa perdere l’opportunità di costruire un’economia verde in grado di assicurare nuovi posti di lavoro. Il rischio economico e sociale dei cambiamenti climatici, moltiplicato dall’instabilità della globalizzazione capitalistica e dalla conseguente crisi finanziaria, è una bomba a orologeria per tutti i lavoratori. Il mondo del lavoro farà la pressione necessaria per chiedere conto a tutti i decisori politici del loro operato. Gli Stati uniti devono smettere di bloccare i negoziati. Se non intendono restare nella comunità globale, si facciano da parte. Essi sono parte della comunità globale, o dovrebbero farsi da parte ". Così, mentre i politici continuano a litigare sui dettagli dei negoziati, siamo alla ricerca di leader, in arrivo questa settimana, disposti a impegnarsi sulle questioni reali. I membri della società civile sono qui per affrontare la minaccia urgente del cambiamento climatico e assicurare un mondo futuro in cui ci sia abbastanza cibo, acqua ed energia per tutti. Sarebbe bene chiedere ai governi che spieghino perché sono qui ".

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