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Comunicato FNSI, chiusura sedi estere e rai international

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riceviamo e pubblichiamo

Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 29 febbraio 2012
Prot. n. 40
Il Segretario della  Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi, ha dichiarato:
Rai: Siddi (Fnsi), incredibili motivazioni su chiusura Rai Internazionale e sedi estere.
Giusta istanza urgente Italiani all’estero per sentire domani Garimberti e Lei al Ministero degli Esteri.

 

  1. “Non può essere un semplice rapporto di tipo ragionieristico a determinare le missioni strategiche del servizio pubblico radiotelevisivo. In questi mesi si sta consumando un’incomprensibile disservizio pubblico, con la chiusura di Rai Internazionale e con l’ipotizzata cessazione di sedi di corrispondenza strategiche per un servizio pubblico nazionale che sappia e voglia assicurare gli occhi dell’informazione italiana su importanti aree del mondo.  Ed è anche sconcertante apprendere che, nelle scelte fatte, peserebbe una ipotetica scarsa produzione di alcune sedi. Il problema è un altro: corrispondenti o operatori delle sedi estere sono troppo spesso considerati marginali da una azienda e da una organizzazione centrale e centralizzata, spesso molto provinciale, che rifiuta servizi proposti e che ritiene gli “Esteri” una pagina molto molto secondaria, sbagliando, come più volte in passato aveva denunciato, inascoltato, l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Lasciare l’Africa o l’India, ma anche Mosca o la Turchia, oggi, è come dire che la principale azienda di informazione italiana non ne valuta pesi e valori culturali economici e geopolitici.
  2. Peggio ancora la vicenda di Rai Internazionale, la cui chiusura è stata oggi con energia e riprovazione denunciata più volte nel corso dell’assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani  all’estero (Cgie). Tutte le programmazioni dedicate sono state annullate da gennaio, i giornalisti e il personale ridistribuiti in altre testate, il segnale nel mondo mantenuto attivo (con i suoi costi) per trasmettere pezzi di programmazione nazionale assemblati dalle diverse testate e reti.  Risparmi reali non ce ne sono, ma gli italiani nel mondo sono stati puniti, privati di una anche minima informazione circolare e di ritorno, che rivendicano come condizione basilare di una cittadinanza orgogliosamente difesa ed espressa nei Paesi di residenza  di lavoro. Una Rai che dimentica gli italiani nel mondo negando loro anche i più indispensabili programmi di servizio (informazione di base per qualsiasi elezione, lingua e cultura, filo diretto per i servizi pensionistici e sanitari, ecc. ) perde molto del suo significato, molti dei suoi connotati di servizio pubblico. Gli italiani all’estero chiedevano una riqualificazione e una vera progettualità di integrazione di diversi programmi sul canale internazionale non una chiusura e una loro classificazine quali cittadini di serie C.

Condivido pienamente l’istanza urgente inviata oggi dal Segretario Generale della Cgie, Elio Carozza, al Presidente e al direttore Generale della Rai, Paolo Garimberti e Lorenza Lei, perché domani intervengano nell’aula delle udienze internazionali del Ministero degli Esteri per confrontarsi e interloquire con i rappresentanti  della  comunità  italiana nel mondo, superando il limite delle conoscenze di questi problemi per “relata refero”. Non c’è dubbio, infatti, che non si può assumere a motivo della chiusura della programmazione dedicata per gli italiani del mondo, il taglio, pure grave, dei fondi della convenzione della Presidenza del Consiglio, per la Rai nel mondo. Questa missione deve essere già compresa comunque nella missione strategica dell’azienda del servizio radiotelevisivo pubblico Italiano”.

 


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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 01 Marzo 2012 11:43 )  

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