

Si è svolta stamane alle ore 10:00 la conferenza dal titolo:”Islam e Occidente – L’eterno conflitto, riflessioni su Oriana Fallaci” presso la sala Auditorium del Consiglio Regionale della Toscana in Via Cavour 4 alla presenza di nomi eminenti quali: Riccardo Nencini, Silvio Calzolari,Virgilio Luvisotti e Jacopo Ferri.
A un anno dalla scomparsa della compianta giornalista fiorentina si è voluto ricordare la sua attività di ricerca capillare e di studio che l’aveva vista protagonista sul tema spinoso del ’problema Islam’. Problema che, ricordiamo, Fallaci affrontò in Insciallah e che sviluppò a partire dal crollo delle Torri Gemelle nel 2001 dando alle stampe il suo best seller “La rabbia e l’orgoglio”.
Il Presidente Nencini ha ricordato il profondo legame che lo univa ad Oriana Fallaci in particolar modo soffermandosi sull’oggetto delle loro discussioni avvenute proprio negli ultimi mesi della vita della giornalista.
La ricerca e la testimonianza della verità, della libertà è stata per Fallaci una missione, una visione estremamente chiara del nostro mondo contemporaneo.
“L’Occidente – andava lamentandosi Fallaci– ha la pancia piena, si è arricchito nel corso dei decenni e a poco a poco si è privato del riconoscimento di una sua propria identità, i valori a cui faceva riferimento si sono “rinsecchiti” e l’unico soggetto che possa costituire una sorta di sbarramento alla venuta dell’islam, dell’’invasione islamica’ in corso d’opera, è la Chiesa cattolica”.
Fallaci vedeva la Chiesa come un ‘baluardo’, un soggetto politico da contrapporre all’Islam, la chiesa di Benedetto XVI in modo particolare. Fino alla fine Fallaci ha combattuto in modo violento oltre che con l’alieno, il cancro che l’ha vinta, contro i suoi detrattori per la difesa del suo ragionamento, una difesa colta.
Oriana in vita ha stimato moltissimo una inviata di guerra ed una giornalista: Giovanna Botteri e Fiamma Nirenstein. Donne che hanno fatto battaglie, nelle quali Fallaci si riconosceva.
Fiamma Nirenstein è intervenuta al convegno ricordando come Oriana fosse stata messa all’indice da quella stampa che all’occorrenza non si perita di attaccare Israele e di definire il suo slancio vitale: “atto di terrorismo”.
“L’Islam - ha affermato Fiamma Nirenstein – vede se stesso come un antagonista vincente a causa del declino dell’Occidente, un declino sotto l’occhio di tutti, fiaccato dalle guerre, con ideologie disfattiste. Hamas, Amahdinejad, Bin Laden hanno dentro sé il senso di vittoria, Israele, l’Occidente, sono destinati ad essere sconfitti”.
Oriana Fallaci aveva avvertito tutto questo, attraverso i suoi studi orientalistici, consultando moltissimi testi, lei che viveva come un' esule e ne soffriva, avvertiva questo sentimento di sconfitta. Non era razzismo, ma verità partorita dal cuore di una radicale.
“Ad Annapolis – prosegue Fiamma Nirenstein – si è parlato di conferenza di pace, quale pace? Se addirittura c’è stato un vero e proprio aparteid nei confronti della delegazione israeliana: elicotteri, tavoli separati per israeliani e palestinesi mentre Bush si ostinava a parlare al vuoto: “due stati per due popoli”. Parole che ad Annapolis Abu Mazen non ha mai usato.”
Un elemento di partenza orientato al dialogo dovrebbe essere il riconoscimento di due stati per due popoli, ma tutto questo fa ancora parte dell’incompiuto.
Nicoletta Consumi - DEApress
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|






