
DIMISSIONI FASULLE
Responsabili veri
La scorsa settimana la Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo per indagare sui costi aggiuntivi della costruzione del tunnel di viale Strozzi, aperto nel 2003. Nei confronti di quattro persone l'ipotesi di reato è quella di truffa aggravata ai danni del Comune. Tra loro Vincenzo Di Nardo, presidente di Firenze mobilità e Gaetano Di Benedetto, responsabile del Project financing per il Comune, il quale ha dato le dimissioni dal suo incarico.
Ma da cosa si è dimesso l' arch. Gaetano Di Benedetto, ex direttore dell'Urbanistica del Comune e attuale incaricato per il Piano Strutturale?
Da nulla, visto che i lavori del cui procedimento era responsabile si sono conclusi e le relative opere, il sottopasso di viale Strozzi e il parcheggio della Fortezza da Basso, sono in uso (si fa per dire) da tempo. Resta tutta intera invece la sua attuale responsabilità in campo urbanistico.
Ma c'è anche un'altra domanda. Perché non sente la necessità di dimettersi l'Assessore al Bilancio Tea Albini, con delega al Project financing, responsabile amministrativo e principale referente politico di tutta l'operazione? Con l'apertura di quest'inchiesta, che tocca i personaggi chiave del Project "alla fiorentina", può l'Assessore continuare ancora a nascondersi dietro la foglia di fico delle responsabilità dei tecnici? Ricordiamo, tra l'altro, tanto per inquadrare il personaggio, come Tea Albini, all'epoca dello scandalo della Galleria commerciale addossata alle mura del Sangallo, avesse pubblicamente dichiarato che "lei non avrebbe avuto la stessa sensibilità" di quei cittadini che protestavano in nome della tutela dei monumenti.
Che quella del project della Fortezza sia stata un'operazione essenzialmente finanziaria, lo dimostra il fatto che la responsabilità politica è stata data all'Assessore al Bilancio (appunto la Albini), mentre la responsabilità sugli aspetti urbanistici e su una delicata modalità di realizzazione di opere pubbliche (quale è il Project) è stata lasciata ad un alto dirigente del Comune, l'arch. Di Benedetto appunto.
Ci chiediamo però quale grado di approfondimento abbiano avuto, prima che fossero sottoscritte convenzioni e contropartite con i privati, sia le problematiche tecniche (per esempio le indagini sulla condizione della falda la cui presenza inattesa ha impedito di realizzare tutti i previsti piani interrati), sia quelle finanziarie.
A questo proposito, per bocca della stessa Albini in Consiglio Comunale, apprendiamo che di fronte agli ultimi sviluppi è stato costituito un gruppo di lavoro per "effettuare una attenta verifica su tutti gli aspetti economici e finanziari del Project" il cui esito ha comportato la sospensione dei pagamenti ancora dovuti. Ma allora chi ha asseverato il piano finanziario prima di sottoscrivere il Project e chi ha dato mandato di accondiscendere alle ingiustificate richieste dei privati (più quattrini per un'opera monca e mal realizzata)?
Il Comune minimizza l'accaduto: l'apertura delle indagini della Magistratura e le dimissioni di Di Benedetto per ora non incidono sull' "imponente" processo di trasformazione urbanistica con cui si riempiono la bocca gli amministratori di Firenze.
Ma allora ben vengano le indagini della Magistratura, se a quanto pare non c'è altro modo in questo momento per tutelare le casse municipali e portare chiarezza su questa opaca vicenda!
DEApress
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