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Il Sessantotto

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Oggi, anche se è storia recente possiamo iniziare le riflessioni sul sessantotto che  ha rappresentato una svolta epocale. Si può definire un anno denso di avvenimenti (come a suo tempo il 1848) diventando così un nome proprio: un periodo in cui si formano nuove concezioni grazie ai vari movimenti di massa  eterogenei e con finalità comuni. Inizia l'unità tra operai, studenti e altre realtà che si aggregano in forma spontanea sostenuti da ideali e lotte che volgono al cambiamento e al miglioramento sociale.
La politica per i giovani diventa importante e lo strumento usato diventa la “piazza” dove tutti si riversano autoconvocandosi. La carica della contestazione porta a duri scontri e nascono movimenti e situazioni che aprono dibattiti nelle scuole e nelle fabbriche, con un vento nuovo che farà appello alla controinformazione. La contestazione dei giovani ai Governi sembra prevalere in nome di trasformazioni sociali e capovolgimenti degli usi e consuetudini. La partecipazione alla trasformazione è veramente popolare e gli eventi travolgono e cambiano addirittura la vita delle famiglie. Prime rivolte contro i ricchi davanti i loro ritrovi (si sricorda la Bussola e Soriano Ceccanti ferito dalla polizia che resterà invalido per tutta la vita).
Il sessantotto nasce e continua ad avere ripercussioni per un decennio. Il Sessantotto è stato un movimento sociale e politico. Forse un mondo "utopicamente" migliore ma che ha spaccato e distrutto e la stabilità del moralismo e della politica mondiale. Le cronache di quegli anni hanno fatto storia. ll sessantotto si può definire una sintesi di eventi che hanno segnato la vita della nostra storia contemporanea. Chi di noi è stato presente ne ha poi riportato le sue esperienze a seconda del'età che aveva in quel periodo a causa del grande cambiamento sociale avvenuto per tutti. 
Un anno di rivolte in tutto il mondo (dagli Stati Unti all'Europa) in particolare la Francia, Germania e Italia vivono un nuovo flusso culturale e di ribellione. In Italia ricordiamo il terremoto del Bellice, l'emigrazione verso le fabbriche del nord, le novità del cinema, la musica e il costume e per finire la Strage di Stato e i fatti di Avola (la manifestazione e le lotte dei braccianti di Avola con i loro morti), le prime lotte nelle fabbriche (Fiat), ecc. E poi le ripercussioni della Guerra nel Vietnam, le uccisioni di Martin Luther King e di Bob Kennedy, la Primavera di Praga e l'invasione della Cecoslovacchia con il Patto di Varsavia, i pugni chiusi guantati di nero nelle Olimpiadi del Messico, l'elezione di Richard Nixon negli Stati Uniti.
L'Archivio storico "il sessantotto" intende fare una commemorazione con dibattiti, fotografie e video e documentazioni degli avvenimenti in Italia e all'estero rivolgendo los guardo in tutti i campi e per questo parte con una prima conferenza sul 1 marzo (evento di Valle Giulia) con una mostra fotografica dal titolo "come eravamo" presso la Galleria DEA con immagini di fatti storici che molti hanno vissuto, mitizzato e anche rinnegato fatta da cronisti di strada o "agit prop" spontanei che stavano vivendo il momento. Di questo ed altro parleremo nelle due conferenze organizzate. Un mese intero per ricordare il sessantotto. Nel momento in cui scrivo il primo incontro è già stato svolto alla Sala Est-Ovest sabato 1 marzo dove sono stati ricordati situazioni e personaggii: da Valle Giulia ad Attilio Faillace (vissuto a Firenze e morto qualche tempo fa nel suo paese in Calabria).
Dal 1 al 15 è esposta presso la Galleria dell'Immagine DEA la Mostra di documentazione fotografica curata dai due centri di documentazione D.E.A. e Archivio "il sessantotto". Il prossimo inconto del 15 Marzo avverrà nuovamente presso la sala Est-ovest in Via Ginori, Firenze, con una conferenza sul Sessantotto, organizzata dall'Archivio '68 in collaborazione con l'Associazione socio-culturale DEA, l'incontro prevede la proiezione un video inedito ed a seguire il dibattito.

Qui di seguito riporto un articolo apparso sul Manifesto di Firenze di Maurizio Lampronti Presidente dell'Archivio Storico "Il sessantotto": “Non abbiamo bisogno di spiegare il perché di un’iniziativa sul sessantotto. Ciò che ci dispiace è che mai nessun altro collabori con noi in queste circostanze e che sia sempre necessario cercare le persone che in qualche misura riteniamo interessante con telefonate, che spesso lasciano la maggior parte di loro sorprese che ancora qualcuno voglia parlare e discutere di avvenimenti oramai storicizzati.
Eppure, tutti parlano e scrivono del sessantotto, e spesso a sproposito. Non c’eravamo sbagliati nel prevedere una aggressione mediatica ed editoriale che culmina in questi mesi! A blaterare ci sono tutti, da Fini a Veltroni e ognuno ha da dire la sua. Certo, ci vuole poco, la generazione oltre i cinquanta, bene o male, era presente, allora, nelle scuole e nelle università, tutti hanno partecipato al sessantotto!
E ne approfittano per dirne peste e corna, o, più spesso, per lodare la modernizzazione avvenuta in quegli anni, reale per altro rispetto agli oscuri anni precedenti: non si poteva divorziare, non si poteva abortire, si poteva essere licenziati in tronco, i salari erano diversi tra Milano e Reggio Calabria; ma senza entrare mai nel vero contesto politico di cui gli avvenimenti di quell’anno furono il sale, cioè di quei dieci anni di forte scontro sociale e politico che il paese visse almeno fino al 1977/78.
E allora, cerchiamo come sempre di dare la parola a compagni che volutamente  non hanno relazioni mediatiche e a coloro che hanno inteso la militanza politica di allora non come una semplice parentesi o errore giovanile ma che in essa abbiano perseverato fino ai difficili anni in cui viviamo, anni in cui la parola comunista diviene un insulto non solo per beceri leghisti e berlusconiani, ma anche per coloro che in un partito -  che comunista si chiamava - hanno costruito la loro attuale fortunata carriera politica" 
 

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 15 Marzo 2008 11:03 )  

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