
Nella foto: Red Ronnie e Jovanotti p.h. N.C.
Dopo Gianluca Grignani, Palazzo Medici Riccardi oggi ha aperto le porte ad un altro artista della musica italiana conosciuto in tutto il mondo per il suo impegno di sempre a favore della pace come Jovanotti.
L’incontro moderato da Red Ronnie è stato un momento di forte riflessione per i giovani fiorentini delle scuole superiori che hanno ‘invaso’ i locali del Palazzo accompagnati dai propri professori.
Un boato è esploso quando Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, ha fatto il suo ingresso nella splendida cornice della sala Luca Giordano salutando i ragazzi con un velo di timidezza che non ha mai lasciato il volto di questo artista a tutto tondo dagli inizi della sua carriera.
Jovanotti ha ricordato gli inizi della sua carriera musicale alla fine degli anni ottanta sotto l'egida di Claudio Cecchetto e la commistione di rap e discomusic dei primi successi, dalla quale si è allontanato ben presto rivolgendo il suo interesse alla world music sempre interpretata in chiave hip hop, funky e a volte anche ska. All'evoluzione musicale corrisponde un mutare dei testi dei suoi brani, che, nel corso degli anni, hanno toccato temi sempre più filosofici, religiosi e politici.
Parallelamente negli anni è aumentato anche il suo impegno sociale e politico. Pacifista convinto, ha frequentemente collaborato con organizzazioni come Emergency, Amnesty International, Lega Anti Vivisezione (LAV), Pigrizia e Data, ha contribuito alle manifestazioni in favore della cancellazione del debito. “La campagna per la cancellazione del debito ha dato la possibilità a 30 milioni di bambini in Africa di andare a scuola” ha detto Jovanotti rispondendo alle domande incalzanti dei ragazzi.
Toccante il ricordo dell’incontro tra Jovanotti e lo scrittore Tiziano Terzani due mesi prima della scomparsa di quest’ultimo. “Ho incontrato tutte le persone che avrei voluto incontrare nella mia vita – ha detto Cherubini – Terzani, Bono, Sergio Mendez. Ragazzi, desiderare ardentemente una cosa vi permette di mettere in fila gli obiettivi e perseguirli!” Il ragazzo che ‘pensava positivo’ è cresciuto, ma non ha mai smesso un attimo di credere in quel principio che un tempo cantava. “Pensare positivo – ha continuato Jovanotti – realizza ogni cosa, è una forte energia, è la vita!”
L’incontro moderato da Red Ronnie è stato un momento di forte riflessione per i giovani fiorentini delle scuole superiori che hanno ‘invaso’ i locali del Palazzo accompagnati dai propri professori.
Un boato è esploso quando Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, ha fatto il suo ingresso nella splendida cornice della sala Luca Giordano salutando i ragazzi con un velo di timidezza che non ha mai lasciato il volto di questo artista a tutto tondo dagli inizi della sua carriera.
Jovanotti ha ricordato gli inizi della sua carriera musicale alla fine degli anni ottanta sotto l'egida di Claudio Cecchetto e la commistione di rap e discomusic dei primi successi, dalla quale si è allontanato ben presto rivolgendo il suo interesse alla world music sempre interpretata in chiave hip hop, funky e a volte anche ska. All'evoluzione musicale corrisponde un mutare dei testi dei suoi brani, che, nel corso degli anni, hanno toccato temi sempre più filosofici, religiosi e politici.
Parallelamente negli anni è aumentato anche il suo impegno sociale e politico. Pacifista convinto, ha frequentemente collaborato con organizzazioni come Emergency, Amnesty International, Lega Anti Vivisezione (LAV), Pigrizia e Data, ha contribuito alle manifestazioni in favore della cancellazione del debito. “La campagna per la cancellazione del debito ha dato la possibilità a 30 milioni di bambini in Africa di andare a scuola” ha detto Jovanotti rispondendo alle domande incalzanti dei ragazzi.
Toccante il ricordo dell’incontro tra Jovanotti e lo scrittore Tiziano Terzani due mesi prima della scomparsa di quest’ultimo. “Ho incontrato tutte le persone che avrei voluto incontrare nella mia vita – ha detto Cherubini – Terzani, Bono, Sergio Mendez. Ragazzi, desiderare ardentemente una cosa vi permette di mettere in fila gli obiettivi e perseguirli!” Il ragazzo che ‘pensava positivo’ è cresciuto, ma non ha mai smesso un attimo di credere in quel principio che un tempo cantava. “Pensare positivo – ha continuato Jovanotti – realizza ogni cosa, è una forte energia, è la vita!”
Nicoletta Consumi - DEApress
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