LA SITUAZIONE A RTV 2, STORICA EMITTENTE DEL VALDARNO
Il futuro di RTV2, storica televisione del Val d’Arno, è stato affrontato in
Consiglio provinciale con una domanda d’attualità dei consiglieri del PD Ermini,
Giunti, Morandini e Sottani ed alla quale ha risposto l’assessore al lavoro Stefania
Saccardi. “L’emittente venne fondata come Tele Onda nel 1979. La TV, radicandosi nel
territorio valdarnese, si è sviluppata molto negli anni ottanta e, negli anni
novanta, divenne RTV2. L’organico di RTV2 è costituito, in maggioranza, da personale
femminile. Anche il Direttore è una donna. Sono 5 dipendenti a tempo indeterminato e
25 collaboratori per un totale di circa 30 addetti. Fra i tecnici, 2 dipendenti su 4
sono donne ed anche nel Consiglio di Amministrazione sono presenti 3 donne.
Un’azienda, quindi, molto femminile. Nel settore pubblicitario sono, invece,
impiegati un uomo e una donna. RTV2, pur rimanendo una televisione è, soprattutto,
un marchio utilizzato dalla società Tele Onda sua proprietaria. Dal 2004 la società
è stata acquistata dall’imprenditore senese Barbagli. Attraverso il marchio RTV2
opera una struttura di service per il gruppo Barbagli comprendente Canale 3 Toscana,
Canale 8 Poggibonsi, Tele Chianciano, Toscana Channel, Tele Tirreno Elba, TGR e Tele
Golfo. Da un colloquio avuto con l’imprenditore senese, già contattato dalle
istituzioni valdarnesi – ha aggiunto l’assessore Saccardi – risulta che la tv non
sarà ceduta restando all’interno del gruppo. RTV2 continuerà, quindi, a servire il
Val d’Arno. E’ stato confermato che è in atto una valutazione in ordine alla
ristrutturazione degli organici e la proprietà non ha escluso che ci possano essere
degli esuberi”. Sottani ha ricordato che: “Tra le aziende, questa non è tra le più
grandi dal punto di vista quantitativo, però opera nel delicatissimo settore
dell’informazione, soprattutto istituzionale. E’ una televisione che dedica molto
spazio ai fatti che avvengono intorno alle istituzioni ed in quel territorio
compreso tra Val di Sieve, Val d’Arno: fiorentino e aretino fino al Casentino. La
televisione svolge un vero e proprio servizio pubblico. L’intendimento nostro è
stato quello di portare l’attenzione su una crisi aziendale, su un problema di
un’azienda che ha dei risvolti importanti su tutto il territorio. Chiedo di
continuare a seguire la questione per cercare, se possibile, sia di alleviare le
preoccupazioni delle persone che vi lavorano, sia perché non vada a scomparire un
servizio per i cittadini”.