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Ferrara 17 - 20 Aprile 2008
LE RAGIONI DEL FESTIVAL  -  di Francesco Erbani, editor del festival
http://www.cittaterritoriofestival.com

      In città viviamo la gran parte delle nostre giornate, lavoriamo, incontriamo
gli altri. Per ciascuno di noi la città è un'esperienza fisica, mentale,
emotiva. È associata alla memoria, alla cultura, all'identità. Noi siamo nella
città e la città è in un territorio. Non si limita a occuparlo, lo abita. Crea
cioè una relazione con la realtà circostante che nel tempo è diventata sempre
più complessa e intricata.
      È per questo che negli anni è cresciuta l'attenzione sulla città e sul
territorio, sulle loro trasformazioni e su quanto queste ultime producano
bellezza o bruttezza, stress o serenità, semplicità o difficoltà nella vita di
tutti i giorni. Non è un caso che la salute, lo sviluppo, l'energia, la
mobilità, il cibo che mangiamo, l'aria che respiriamo, dipendano proprio dal
rapporto fra città e territorio.
      Tutti temi, questi, che ci coinvolgono o dovrebbero coinvolgerci in prima
persona. È la "nuova soggettività territoriale": una forma diffusa di
sensibilità che, da una ventina d'anni a questa parte (l'esplosione del
reattore nucleare di Chernobyl, nell'aprile del 1986, potrebbe essere
considerato l'evento spartiacque), induce sempre più persone a preoccuparsi se
il clima dia segni di impazzimento ma anche se un'area verde sotto casa viene
trasformata in parcheggio.

      Fino ad alcuni decenni fa città e territorio designavano concetti e relazioni
stabilmente acquisiti Non è più così. Proprio mentre nel mondo la popolazione
urbana ha superato quella rurale, su cosa sia città e cosa non lo sia si è
andata addensando una nebulosa che ha sovvertito un ordine di pensiero che
pareva indiscutibile. In parole semplici, la città non ha più bordi definiti
che la contengano e che, fino a un certo punto, potevano spingersi
omogeneamente in fuori, dando comunque l'idea che un bordo esistesse. La città
si è dispersa, e con essa sono anche cambiate le nozioni di centro e
periferia.

      Quali oggetti siano le città che si gonfiano di residenti e cosa esse
diventino lo raccontano gli slum di Kinshasa, di Lagos, del Cairo o di Città
del Messico in cui gli agglomerati urbani attraggono popolazione pur avendo
perso tutte le loro caratteristiche tradizionali. Ma anche le grandi metropoli
multiculturali, come New York, Londra, Parigi o Berlino, che sempre più sono
centri di ricerca e innovazione, nodi essenziali di reti che legano territori
locali a realtà transnazionali.

      Chi governa questi fenomeni?
      La politica o il mercato?
      E che cosa accade nella città se questa assume anche la caratteristica di
essere il terminale o lo snodo di una rete globale?
      In questo contesto come si inquadrano i centri storici e le periferie
tradizionali?
      Che ruolo ha il welfare?
      Quale lo sviluppo, con quale energia e quale sostenibilità?

      Il festival è un'occasione per intrecciare linguaggi diversi, persino opposti,
nella convinzione che il confronto intellettuale sia uno dei mezzi più
efficaci perché le posizioni si mettano in chiaro, si precisino e si
arricchiscano. Sulla città e il territorio dialogheranno competenze diverse
(urbanisti e sociologi, economisti e storici, architetti e filosofi), ma anche
specialisti e portatori di esperienze di tutela, amministratori, uomini
dell'impresa, esponenti dei comitati sorti per difendere un paesaggio.
      Sarà un confronto aperto e appassionato: questo è l'augurio di chi ha
organizzato il festival.

      Alleghiamo il programma dettagliato,
      ulteriori informazioni si possono avere consultando
      il sito del Festival http://www.cittaterritoriofestival.com

      Segnaliamo alcuni dei relatori e dei partecipanti:

      Alberto Asor Rosa
      Mario Bencivenni
      Donatella Della Porta
      Zygmunt Bauman
      Leonardo Benevolo
      Stefano Boeri
      Massimo Cacciari
      Massimo Carlotto
      Vittorio Gregotti
      Giorgio Ruffolo
      Joseph Rykwert
      Edoardo Salzano
      Bernardo Secchi
      Salvatore Settis
      Pier Luigi Cervellati
      Leonardo Domenici
      Richard Ingersoll

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