Quale ruolo viene ad assumere l'Italia negli scenari della guerra globale?
A questa domanda cercheranno di rispondere i movimenti No War in un
forum convocato a Roma per sabato 24 maggio
(ore 10.00, Casa Internazionale delle Donne, via della Lungara).
Le reti antimilitariste e le organizzazioni che hanno dato vita al Patto
permanente contro la guerra, denunciano con forza il crescente coinvolgimento
dell'Italia in quella che definiscono come "guerra permanente".
Il ritiro dei contingenti militari italiani inviati in Afghanistan, Libano, Balcani,
l'opposizione alla nuova base USA di Vicenza e lo smantellamento di quelle già
esistenti sul nostro territorio, la riduzione delle spese militari, sono i tre punti
programmatici intorno a cui si è attivato il Patto contro la guerra, una coalizione
sorta proprio sull'onda della manifestazione del 9 giugno dello scorso anno contro
la visita di Bush in Italia. Tant'è che il Patto contro la guerra ha già lanciato
una mobilitazione per il prossimo 11 giugno quando Bush sarà nuovamente in Italia.
Ed è proprio questa visita di Bush a preoccupare gli attivisti del Patto.
"E' evidente il tentativo di coinvolgere l'Italia nei preparativi di una eventuale
guerra contro l'Iran. Non solo, Bush viene per avere garanzie che la costruzione
della base USA al Dal Molin non troverà intoppi nel governo Berlusconi e che
l'Italia modificherà le regole d'ingaggio per le truppe presenti in Afghanistan e
Libano".
Il forum del 24 maggio prevede alcune relazioni curate da quattro esperti dei vari
scenari di guerra: Manlio Dinucci (NATO e minacce di guerra all'Iran), Gianluca
Ursino (Peacereporter) sull'Afghanistan, Tommaso Di Francesco (sui Balcani),
Stefania Limiti (su Libano e Palestina) e poi relazioni e interventi delle varie
associazioni aderenti al Patto.
Ma l'incontro del 24 maggio discuterà anche della mobilitazione contro la visita in
Italia di Bush e dell'agenda del movimento contro la guerra nei prossimi mesi.
Roma, 22 maggio
Il Patto permanente contro la guerra
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