Centro socioculturale DEA
Didattica Espressione Ambiente
domenica 20 luglio 2008
Didattica Espressione Ambiente
domenica 20 luglio 2008
presenta
un reading poetico dal titolo
Sonno + Effervescenza
La vita, il sogno, la morte, nelle poesie, nelle lettere e nei diari di Antonia Pozzi
Presentazione
Silvana Grippi
Letture a cura di
Enzo Lenzetti, Katia Raspollini e Marcellina Ruocco
e
con una particolare commemorazione scritta da Katia Raspollini
con una particolare commemorazione scritta da Katia Raspollini
alle 20:30 buffet a offerta libera
inizio spettacolo ore 21:00
Ingresso Libero
Durante lo spettacolo Sonno + Effervescenza sarà visibile la Mostra personale di pittura
dal titolo PAESAGGIO
dell'artista giapponese Toyoko Chiba
Borgo Pinti 42/r - Firenze

dell'artista giapponese Toyoko Chiba
Borgo Pinti 42/r - Firenze
Antonia Pozzi
Antonia Pozzi (1912-1938) è stata tra i più grandi esponenti della poesia crepuscolare italiana.
Come riservata e rigorosa fu la sua breve vita, così le sue parole, secondo la lezione ermetica, «sono asciutte e dure come i sassi» o «vestite di veli bianchi strappati», ridotte al «minimo di peso», come scrisse Eugenio Montale.
La grande italianista Maria Corti disse di Antonia Pozzi che «il suo spirito faceva pensare a quelle piante di montagna che possono espandersi solo ai margini dei crepacci, sull'orlo degli abissi. Era un'ipersensibile, dalla dolce angoscia creativa, ma insieme una donna dal carattere forte e con una bella intelligenza filosofica; fu forse preda innocente di una paranoica censura paterna su vita e poesie. Senza dubbio fu in crisi con il chiuso ambiente religioso familiare. La terra lombarda amatissima, la natura di piante e fiumi la consolava certo più dei suoi simili».
La grande italianista Maria Corti disse di Antonia Pozzi che «il suo spirito faceva pensare a quelle piante di montagna che possono espandersi solo ai margini dei crepacci, sull'orlo degli abissi. Era un'ipersensibile, dalla dolce angoscia creativa, ma insieme una donna dal carattere forte e con una bella intelligenza filosofica; fu forse preda innocente di una paranoica censura paterna su vita e poesie. Senza dubbio fu in crisi con il chiuso ambiente religioso familiare. La terra lombarda amatissima, la natura di piante e fiumi la consolava certo più dei suoi simili».
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