Newsletter n. 195/anno 2°, luglio 2008
*Pechino: i media stranieri appena arrivati già protestano*
*29.07.2008 -** * "Internet censurata, motori lenti" Tutto era pronto ad
accoglierli: ma le autorità cinesi che negli scorsi giorni hanno dato un
caloroso benvenuto alla stampa straniera non hanno apparentemente
considerato il "particolare" più importante, il libero accesso alle
informazioni. La difficoltà ad aprire molti siti Internet e l'impossibilità
di accedere ad altri sono subito diventate il tema caldo della stampa: a
poco più di una settimana dall'apertura delle Olimpiadi, la Cina censura
ancora i siti Internet scomodi. «Sappiamo che in Cina esiste la censura ma
ci è stato promesso che la stampa straniera avrà la stessa libertà di
accesso alle informazioni delle edizioni precedenti», ha affermato Gosper.
«Condurremo indagini per verificare che niente ostacoli il lavoro della
stampa straniera», ha aggiunto. Velocità della connessione compresa, perchè
la lentezza del servizio è un altro problema denunciato da molti giornalisti
(a sua volta probabilmente causato dai "controlli" da parte delle centinaia
di migliaia di "cyber-poliziotti" attivi in Cina). Durante una conferenza
stampa nel Main Press Center (Mpc), il responsabile per la comunicazione del
comitato organizzatore delle Olimpiadi (Bocog), Sun Wenjia, ha negato che
siano state poste in atto misure censorie e ha ricordato che alcuni siti web
«potrebbero essere inaccessibili per proprie difficoltà tecniche». «Per
quanto ne so, l'accesso a Internet non è un problema», ha risposto a un
giornalista americano che ha raccontato di non essere riuscito ad aprire
alcuni siti web come quello della BBC e dell'Apple daily, un quotidiano di
Hong Kong critico verso il governo cinese. (fonte: la Stampa)
Iran: arrestato giornalista curdo, un altro condannato a 11 anni di prigione
29.07.2008 -* Agenti del ministero dell'Informazione hanno arrestato il 27
luglio scorso il giornalista curdo Saman Rasoulpour, nella sua abitazione
nella città di Mahabad (provincia del Kurdistan iraniano). Al giornalista,
collaboratore in molti giornali e membro del comitato esecutivo
dell'organizzazione a difesa dei diritti dell'uomo in Kurdistan, sono stati
sequestrati tutti i materiali di lavoro ed è stato trasferito in un luogo
ancora sconosciuto. Il giorno prima, 200 abitanti della città di Mahabad si
sono riuniti in una manifestazione pacifica per chiedere l'annullamento
della condanna a morte di tre cittadini curdi, due sono giornalisti, Adnan
Hassanpour e Abdolvahed "Hiva" Butimar, il terzo è un insegnante. Adnan
Hassanpour, 28 anni, e Abdolvahed "Hiva" Butimar, 30 anni, sono stati
condannati alla pena di morte, il 16 luglio 2007, dal tribunale
rivoluzionario di Marivan dopo essere stati riconosciuti colpevoli di
"spionaggio, propaganda separatista e attività sovversive contro la
sicurezza nazionale". La condanna dei due fu annullata dalla Corte suprema
di Teheran per vizio di procedura dopo una intensa campagna realizzata da
tutte le principali associazioni al mondo in difesa del la libertà di
stampa. Ma nell'aprile 2008 di nuovo il tribunale di Marivan si è
pronunciato per la pena capitale ai danni di Abdolvahed Butimar, mentre
Adnan Hassanpour sta attendendo il nuovo giudizio. Infine, il 22 giugno la
15° camera del tribunale rivoluzionario di Teheran ha condannato Mohammad
Sadegh Kabovand, ex caporedattore del settimanale 'Payam-e mardom-e
Kurdestan' (sospeso nel 2004), a 11 anni di prigione per aver creato una
associazione a difesa dei diritti dell'uomo in Kurdistan. Il giornalista è
detenuto dal luglio 2007 nella tristemente famosa prigione di Evin (nella capitale).
(fonte: Reporters sans frontières)
Oimpiadi: dalla Cina promesse mancate sui diritti umani
29.07.2008 -In un nuovo rapporto diffuso ieri a Hong Kong, a dieci
giorni dall'inizio delle Olimpiadi di Pechino 2008, Amnesty International ha
dichiarato che ''la Cina è venuta meno alle promesse di migliorare la
situazione dei diritti umani, tradendo in questo modo i valori fondamentali
dell'Olimpismo''. ''Continuando a perseguitare e punire chi parla in favore
dei diritti umani, le autorità cinesi hanno perso di vista le promesse fatte
sette anni fa, al momento dell'assegnazione dei Giochi'', ha affermato
Roseanne Rife, vicedirettrice del Programma Asia e Pacifico di Amnesty
International. ''Il governo di Pechino sta gettando un'ombra sull'eredità
delle Olimpiadi. Chiediamo la liberazione di tutti gli attivisti in carcere,
piena libertà d'informazione per la stampa estera e nazionale e ulteriori
progressi verso l'eliminazione della pena di morte''. Il rapporto di Amnesty
International, ''Conto alla rovescia verso le Olimpiadi: le promesse
mancate', valuta il comportamento delle autorità cinesi in quattro aree
strettamente collegate ai valori fondamentali dell'Olimpismo: la
persecuzione degli attivisti per i diritti umani, la detenzione senza
processo, la censura e la pena di morte. In questi ultimi mesi, la
situazione dei diritti umani è peggiorata nella maggior parte di queste
aree. Nel periodo che ha preceduto i Giochi, le autorità cinesi hanno
imprigionato, posto agli arresti domiciliari o allontanato a forza chi
avrebbe potuto minacciare l'immagine di ''stabilità' e ''armonia' che
intendono presentare al mondo. Secondo Amnesty International, gli attivisti
e i giornalisti locali che si occupano di diritti umani rischieranno in modo
particolare di subire persecuzioni durante lo svolgimento dei Giochi.
L'attivista e scrittore Hu Jia continua a scontare una condanna per
''incitamento alla sovversione', per aver scritto articoli e rilasciato
interviste alla stampa estera sui diritti umani: ha problemi al fegato, a
causa dell'epatite B, ma le autorità impediscono ai suoi familiari di fargli
arrivare le medicine necessarie. Il presidente del Comitato olimpico
internazionale (Cio), Jacques Rogge, ha recentemente sostenuto che, grazie
alla propria diplomazia silenziosa, il Cioè' riuscito a ottenere varie
riforme nel campo dei diritti umani, come le nuove norme sulla stampa
estera. ''Apprezziamo il fatto che il Cio abbia riconosciuto di avere un
ruolo sui diritti umani ma, data la situazione attuale, ci sorprende la sua
fiducia nel fatto che la stampa estera potrà riferire liberamente e che non
ci sarà censura su Internet' - ha commentato Rife. ''Ora ci aspettiamo che
il Cio si esprima, quando le autorità cinesi violano i principi olimpici nel
loro complesso'. ''I leader mondiali che assisteranno ai Giochi dovranno
prendere pubblicamente posizione in favore dei diritti umani in Cina e
appoggiare l'azione degli attivisti per i diritti umani. Se non lo faranno,
manderanno al mondo il messaggio che è accettabile che un governo ospiti i
Giochi olimpici in un'atmosfera di repressione e persecuzione''.
(fonte:Asca)
Stato Palestinese: Hamas vieta distribuzione di quotidiani della
Cisgiordania a Gaza
29.07.2008 - * Lo scontro tra Hamas e Fatah si aggrava nonostante i
tentativi di mediazione da parte delle diplomazie egiziana e yemenita. Ierii
Hamas ha vietato la distribuzione nella Striscia di Gaza dei quotidiano
stampati in Cisgiordania, sostenendo che queste ultime pubblicazioni
avrebbero fornito un resoconto parziale dell'incidente esplosivo della
scorsa settimana, in cui hanno perso la vita 4 miliziani di Hamas e una
bambina. I giornali in questione sono 'al Quds', 'al Ayyam' e 'al Hayat al
Jadida', lo conferma il sindacato dei giornalisti palestinesi della
Cisgiordania. Nei giorni scorsi la polizia del partito islamico ha arrestato
almeno 160 esponenti di Fatah nella Striscia di Gaza, accusandoli di essere
responsabili di quella esplosione. Versione smentito da Fatah che parla
invece di dissidi interni a Hamas. Sull'altro fronte, i servizi di sicurezza
di Fatah in Cisgiordania hanno arrestato una cinquantina di attivisti legati
a Hamas. (fonte: Peace Reporter)
Giornalista ucciso da armi Usa in Iraq: non ci sono sufficienti prove per
incriminazione, chiusa definitivamente l'inchiesta
29.07.2008 - * Terry Lloyd, giornalista inglese della Itn, fu ucciso nel
marzo 2003 nelle vicinanze della città di Bassora. Nei primi momenti seguiti
alla sua morte, si disse che era stato vittima di terroristi iracheni, ma
indagini successive, confermate dagli esami del coroner sulle pallottole,
stabilirono che ad uccidere il giornalista furono armi usate dai soldati
Usa, che gli spararono, secondo l'inchiesta, quando già ferito stava
dirigendosi verso delle ambulanze. Ma secondo la Procura generale di Sua
Maestà britannica, non ci sarebbero elementi sufficienti per incriminare
nessun soldato statunitense. Una inchiesta della Itt svelò i nomi di 16
marines che sarebbero stati i protagonisti della sparatoria sul giornalista
e sul suo interprete iracheno, anche lui ucciso quel giorno. Un portavoce
della Corte ha detto che "questa è davvero una terribile notizia per i
familiari e gli amici di Lloyd, voglio rassicurarli dicendogli che abbiamo
fatto tutto il possibile per portare a termine l'inchiesta".
(fonte: Peace Reporter)
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