I Verdi si sono espressi sul cosiddetto "mostro del Poggetto" dichiarando:"chiediamo la messa in sicurezza del cantiere e lo studio di un progetto urbanistico che non comprometta l'equilibrio della zona", inoltre i loro esponenti del Quartiere 5 hanno partecipato alla manifestazione indetta dai cittadini del Poggetto per invitare le Istituzioni ad intervenire per far cessare lo stato di degrado e di pericolo del ‘Mostro di Via Burci’. Tommaso Grassi, capogruppo dei Verdi al Quartiere 5, avrebbe infatti dichiarato: “Ho partecipato alla manifestazione non solo da rappresentante politico ma anche da cittadino residente al Poggetto. L’Amministrazione Comunale aveva promesso, nell’ormai lontano 4 agosto 2006, che il percorso adottato avrebbe portato ''entro settembre" (2006) alla formulazione del piano di recupero che sarebbe stato poi sottoposto all’attenzione del Consiglio Comunale, ma da allora la situazione non e' altro che peggiorata e i soggetti responsabili dell’ex cantiere, non si sono preoccupati se nel frattempo l’edificio non terminato e l’area attorno sono diventati luoghi di spaccio e consumo di droghe, di ritrovo di sette, dormitorio per i senzatetto e polo attrattore per la delinquenza. Mai sono stati realizzati i lavori previsti nella delibera di Giunta del 2005 dove si legge che la Curatela fallimentare si impegnava a farsi carico dei necessari interventi urgenti per il recupero ambientale e la soluzione dei problemi di estremo degrado dell’area indipendentemente da quale fosse stato l’accordo sulla variante urbanistica. Oggi i cittadini hanno scoperto, grazie ad una mail e ad un comunicato stampa dell’Assessore Biagi, dai toni arroganti e tutt’altro che condivisibili, che il 9 luglio 2008 e' stato avviato il procedimento per la formazione di una variante urbanistica dell’area: l’atto sostanzialmente ripete la decisione gia' presa dal Comune 3 anni fa. L’Assessore Biagi nel luglio 2008 rivendica come vittoria l’aver sbloccato la situazione avviando''il procedimento per la formazione di una variante urbanistica collegata al Piano di recupero del cantiere di Via Burci” però egli dimentica che gia' i documenti del 2005 riportavano la frase''intraprendere le necessarie trattative con la Curatela del fallimento per la conclusione dell’accordo procedimentale, secondo la nuova, diversa soluzione”, e anche nel 2006 l’atto di Giunta si ripeteva affermando che si sarebbe arrivati''entro settembre alla formulazione del piano di recupero che sara' poi sottoposto all’attenzione del Consiglio Comunale” – prosegue Grassi – Non male: in 3 anni e mezzo non sono riusciti a fare nulla per la zona, neppure quanto l’Assessore Biagi aveva promesso di fare in 1 mese!”. Inoltre ha aggiunto:“Se questo non bastasse per rendere insoddisfatti i cittadini, dopo 15 anni di battaglie e di resistenza, affinche' non fossero costruite ulteriori volumetrie rispetto a quelle del gia' costruito''mostro”, si scopre che il progetto di recupero dell’area approvato dalla Giunta pochi giorni fa, prevede 1500 mq in piu' rispetto al gia' costruito, e la stessa quantita' di parcheggi, pari a circa 400, del progetto originario .Ci sorprende che l’Amministrazione, concedendo una variante urbanistica comprensiva di maggiori volumentrie e di 400 parcheggi, venga meno a quanto il Consiglio Comunale aveva prescritto, nel 2006, subordinando''i dimensionamenti delle funzioni non residenziali rispetto a quelle residenziali, ad una verifica sulla base di un attento studio della mobilita' dell’area” che, ad oggi, non ci risulta fatto”.Infine ha concluso:“Concludendo a noi sta a cuore il ripristino della sicurezza e il recupero ambientale del degrado dell’area, sicuramente però questo dovere della proprieta', anche se in mano al curatore fallimentare, non può essere mercificato e scambiato con una variante urbanistica che permette di costruire non solo troppo rispetto al sopportabile dalla zona e non rispettando i vincoli della delibera del Consiglio Comunale del 2006, ma anche senza alcuna concertazione e comunicazione alla cittadinanza . In sintesi la nostra richiesta e' questa: la curatela fallimentare deve immediatamente mettere in sicurezza l’area, recintarla e chiuderla al fine di eliminare l’uso improprio da parte di terzi, dopodiche' la variante urbanistica, prevista dalla delibera di Giunta di inizio luglio, sia presentata e discussa coi cittadini, e, per quanto ci riguarda, riteniamo sia indispensabile diminuire il numero di parcheggi e non consentire la costruzione di ulteriori volumetrie rispetto alle attuali”.
Per informazioni: tgrassi@inwind.it
Fabrizio Cucchi, DEApress
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Fabrizio Cucchi, DEApress
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