Dai CPT ai CIE, cambia il nome, ma resta la sostanza : GALERA
Nello scorso luglio, dopo diverso tempo che non se ne parlava, è nuovamente tornata d’attualità la costruzione di un CPT, ora C.I.E., in Toscana, ed il governo Berlusconi avrebbe indicato come ubicazione del primo Centro di Identificazione ed Espulsione in Toscana, l’area ex Dirigibili di Campi, 30 ettari, all'altezza della località Indicatore.
Nei mesi di settembre ed ottobre esponenti di AN, Forza Italia e del governo, Mantovano, e soprattutto il capo della polizia Manganelli, hanno rilanciato sulla necessità che anche la Toscana si doti di un “suo” CIE, confermando quindi le intenzioni del governo di destra.
Senza dover approfondire la sostanza del significato di queste carceri per immigrati, ricordiamo solo che, grazie ad una recente norma dell’Unione Europea, i tempi di detenzione sono aumentati da 12 a 18 mesi. Viene del resto riaffermato, anche a livello europeo, uno dei pilastri della società dell’esclusione, a cui oggi si affiancano strumenti come le classi
separate per bambini immigrati.
Nel pieno della crisi economica, oggi davanti a tutti con le borse, ma da anni subita dalle classi popolari in termini di perdita di diritti acquisiti e di salario reale, crisi che porterà poi ad ulteriori sacrifici dei “soliti” lavoratori dipendenti e dei precari, la classe dirigente italiana scarica le tante contraddizioni prodotte sui ceti popolari, attraverso le campagne sulla “ emergenza sicurezza”, sulla pericolosità degli immigrati, sui tanti luoghi comuni sugli stranieri che ci rubano il lavoro e ci rapiscono anche i figlioli. E dire che di problemi ce ne troviamo davanti tanti: , il lavoro, la mancanza di una casa, il
reddito, la scuola, la sanità, i morti sul lavoro; è quindi preferibile scaricare su qualche comodo capro espiatorio tutte le insicurezze prodotte, per poter poi mettere in campo repressione, guerra tra poveri, controllo, esercito, sviluppare xenofobie e paure degli “altri”; diventa più comodo incolpare qualcun altro dei tanti guasti del sistema: non può essere certo colpa dei padroni e del governo se muoiono 3 lavoratori al giorno, se il divario tra ricchi e poveri è enorme, se un giovane non ha prospettive, se il mutuo è impossibile, se non arriviamo alla quarta settimana con il salario.
Da una parte xenofobia, paura, divisioni, che coinvolgono giovani in cerca di identità ed attratti dai comodi valori di destra (il motto di Tremonti Dio-Patria-Famiglia) che aggrediscono stranieri, attizzati da giornali e classe politica; dall’altra solidarietà, mutuo soccorso, lotta per i propri diritti e consapevolezza di appartenere alla stessa classe sociale;
persone che credono alla società dell’inclusione, le stesse che in questi giorni manifestano a milioni per l’istruzione pubblica per tutti: crediamo che oggi siano questi i termini di scontro e che questa partita si gioca tutta dentro le classi popolari ed è con questa logica che andremo a combattere l’ipotesi di CIE in Toscana, attraverso iniziative che possano
rompere i muri delle divisioni, che mettano nuovamente in moto un tessuto sociale mutualistico.
Attraverso una campagna continuata e larga, fermo restando l’assoluta contrarietà al CIE a Campi come in qualsiasi altra parte e l’assoluta chiarezza sul fatto che nessuna associazione debba collaborare nella gestione di queste carceri, oggi per immigrati ma domani forse per altri diversi (anarchici?comunisti?omosessuali?) da rieducare, proveremo ad opporci non solo al CIE ma a tutti i muri e le divisioni, collaborando con chiunque condivida questi semplici concetti. E’ nostro impegno raccogliere la voglia di protagonismo e di rivolta che si è manifestata in tanti modi da parte degli immigrati: dalle proteste nei CPT alle manifestazioni come a Castel Volturno dopo la strage di 6 persone.
Daremo vita da subito, come studenti, compagni/e e realtà del territorio di Campi e cittadino, ad una prima campagna informativa sul significato e ruolo dei CIE con l’invio di migliaia di lettere agli abitanti di Campi e la presenza nei quartieri, nelle scuole e nelle Università con banchini, feste, iniziative; abbiamo attivato un indirizzo mail, nocptcietoscana@inventati.org, che consenta una veloce comunicazione sulle iniziative su CIE ed immigrazione; lavoreremo da subito perché l’opposizione al CIE in Toscana diventi una questione che coinvolga l’intera Regione.
Per iniziare saremo presenti alla fiaccolata di venerdì 7 novembre, ore 21
piazza dante a Campi, contro il razzismo, per riaffermare che antirazzismo è antifascismo e non una patetica pena per gli immigrati.
Cantiere Sociale K100fuegos, Centro Popolare Autogestito Firenze sud, Rete studenti medi fiorentini, Collettivo Politico Scienze Politiche, Collettivo, ZTL
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nocptcietoscana@inventati.org
No al razzismo, No al fascismo, No ai cpt/cie
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