PalmeSelvaggeo non di LuceDelhove
Sculture,dipinti, disegni, stampe e gioielli
BrunoMansi Edizioni
PalazzoSasso 18 aprile - 14 maggio Ravello (SA)
Aperturatutti i giorni: dalle 11.00 alle 13.00 – dalle 16.00 alle 19.00,ingresso gratuito
Inaugurazionesabato 18 aprile ore 19.30
Palmeselvagge o non è il titolo della mostra d’arte di Luce Delhove,promossa dall’art promoter Bruno Mansi e curata dal critico d’arteGérard Georges Lemaire, che verrà inaugurata sabato 18 aprile, alleore 19.30, a Palazzo Sasso a Ravello.
Sottoil segno della palma e di tutti i suoi aspetti fisici ed organici,Luce Delhove ha prodotto sculture, pitture, disegni e gioiellideclinando temi simbolici e formali che qui si incrociano e sifondono gli uni con gli altri. Foglie, cortecce, muschio, semivengono infiammati dall’artista sempre con il rigore diun’inchiesta appassionata della forma nel rapporto tra i neri, ibianchi e i grigi e qualche volta con la gioiosa anarchia del colore.“Ho sotto gli occhi un albero - dice il curatore Gérard GeorgesLemaire – è un albero disegnato, il mio occhio lo inventa apartire da linee curve, sinuose, in espansione, fissate sulla carta.Ma non per questo esiste in quanto tale. Tuttavia, l’artista haveramente colto e trasposto la realtà materiale dell’albero odelle sue parti nelle sue composizioni libere da qualsiasi elementofigurativo. Dipinti e disegni non sono de facto né dipinti nédisegni in senso stretto. Provengono da un solo e unico procedimentodi fabbricazione che ricorda da lontano il frottage di Max Ernst.Impronte di foglie, di frammenti di corteccia, di sezioni di steli dipalme delle specie più varie, raccolte da Luce Delhove con una sortadi passione da botanico ma anche da collezionista, desideroso dialimentare il proprio gabinetto delle meraviglie. Ha passeggiato alungo nei giardini… li ha utilizzati sia rifacendosi alle tecnichemoderne che al modus operandi degli antichi maestri incisori. Rimane,peraltro, l’incisione la sua modalità espressiva privilegiata,anche se non trascura nessun ’altra forma e tende, forse, amoltiplicarle col passare degli anni. Le impronte degli elementivegetali secchi sono state prese con la fusaggine o con la grafite.Niente pressa né tecniche sofisticate su lastre di rame o supietra, ma un semplice rilevamento manuale. Benché apparentementepoco elaborata, questa tecnica permette molteplici soluzioniplastiche e sfumature. Secondo la profondità e la densità delleimpronte, il risultato del disegno può completamente variare.Meglio ancora: l’artista modula emozioni, pensieri, visioni escrittura ad libitum, tale un pittore nel mescolare i colori sullatavolozza, creare impasti o disporre una velatura sulla tela o sullegno. In tal modo il suo metodo non è altro che il mezzo piùconsono alla sua esperienza, al suo temperamento e alla suasensibilità. Favorisce, tra l’altro, il suo gusto pronunciato peril contrasto di bianco e nero, con l’impiego di gradazioni digrigio. Così facendo, si conferma l’analogia con le arti orientalitradizionali. Le calligrafie puramente immaginarie, pur tradendol’origine organica con il loro torbido aspetto, offronoall’immaginario altre allusioni iconografiche. Infine, la singolareproprietà di tutte queste opere sta forse nell’operare unametamorfosi delle tracce delle palme in un universo pullulante dilinee, dritte o a ventaglio, morbide o rigide, o costituenti unintreccio di curve più o meno fitte e fluide, che rivelano un mondofantastico. Paesaggi mentali nascono dalle loro numerose mutazioni.Più li osserviamo, più generano enigmi”. Luce Delhove nasce aUccle in Belgio, vive e lavora a Roma e a Milano dove è titolaredella cattedra di Grafica presso l’Accademia di Belle Arti diBrera.
Info:Ufficio stampa Giovanna Dell’Isola tel. 3393017395
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