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*Information Safety and Freedom*
newsletter n. 336, anno 3°, settembre 2009

*Sri Lanka: giornalista tamil condannato per "terrorismo"*
31.08.09 - Un giornalista di etnia tamil, critico verso i metodi di guerra
dell’esercito e il governo, è stato condannato a 20 anni di reclusione con
l’accusa di incitare all’odio razziale e sostenere il terrorismo. Arrestato
nel marzo 2008, J.S.Tissainayagam, 45 anni, giornalista del 'Northeasthern
Montly' (che ha cessato le pubblicazioni dal 2007), collaboratore del
'Sunday Times' e autore di un sito internet in cui raccontava della vita e
dei punti di vista della minoranza tamil, è il primo cronista a essere
condannato sulla base della legge sulla prevenzione del terrorismo risalente
alla fine degli anni ’80. La corte ha accolto ha accettato la confessione di
Tissainayagam, la cui veridicità e spontaneità è stata messa in discussione
dai difensori per i diritti umani. Il giornalista ammette di aver ricevuto
denaro dai ribelli secessionisti delle Tigri per la liberazione della patria
tamil (Ltte) per finanziare il suo sito; nella sentenza il giudice ha
sostenuto che i suoi articoli incitavano “alla disarmonia etnica”.
Tissainayagam, che Amnesty International ha incluso nella sua lista di
“prigionieri di coscienza”, denunciò le violazioni dei diritti umani sul
campo di battaglia, tra cui la presunta reticenza del governo a inviare
aiuti alimentari e medici nelle regioni tamil teatro del conflitto. Il
crescere del clima intimidatorio contro la stampa e ogni voce critica nei
confronti del governo con l’avanzare della guerra è stata più volte
denunciata da organizzazioni per i diritti umani; secondo dati ufficiali
sarebbero nove i giornalisti uccisi negli ultimi tre anni, da quando cioè è
ripresa l’offensiva contro le Ltte, e altri 27 sarebbero stati aggrediti.
Amnesty International elenca d’altra parte 11 giornalisti uccisi e un’altra
decina, tra intellettuali e reporter, costretti a lasciare il paese negli
ultimi mesi temendo per la propria vita. Tra i giornalisti uccisi ha
provocato clamore l’assassinio di Lasantha Wickrematunga, direttore del
‘Sunday Leader’, ucciso nel gennaio scorso da ignoti mentre si recava in
redazione, forse la voce critica più in vista anche per le sue dirette
accuse al ministro della Difesa Gotabaya Rajapakse. In una nota in cui
prevedeva di essere ucciso, Wickrematunga indicava come responsabili del suo
assassinio il ministro della Difesa e il capo dello stato Mahinda Rajapakse,
suo fratello. (fonte: Agenzia Misna)*

**Vietnam: giornalista e blogger licenziato dal giornale per aver criticato
l'ex regime sovietico dell'Urss*
31.08.09 - Huy Duc, collaboratore del quotidiano governativo 'Sai Gon Tiep
Thi', è stato licenziato dal giornale per aver pubblicato sul suo blog delle
critiche all'ex Unione Sovietica ai tempi della guerra fredda. In un
articolo pubblicato il 23 agosto scorso sul suo blog
(*www.blogosin.org*<http://www.blogosin.org/>),
Huy Duc aveva definito il muro di Berlino come il "muro dell'ignomia",
denunciando le "purghe" commesse in Germania dell'Est dall'Urss, descritta
come "una forza di occupazione che privava l'uomo dei suoi diritti
fondamentali". Huy Duc è uno tra i più popolari blogger vietnamiti. I suoi
articoli trattano di soggetti molto sensibili (perciò invisi al potere), con
una libertà di tono estremamente rara in uno dei Paesi che si trova da anni
agli ultimi posti nella classifica mondiale della libertà di stampa. Il suo
licenziamento si somma a tutta una serie di atti che mirano ad aumentare il
controllo sulla stampa on line e a isolare i blogger che criticano il
governo. (fonte: RSF)

*Arabia Saudita: nasce NaqaTube alternativa islamica - e 'moralmente pura' -
a YouTube *
31.08.09 - Un pericolo chiamato YouTube, un flusso non governato e non
governabile di file da arginare. Non oscurandolo, ma combattendolo sullo
stesso terreno: stringhe di bit epurate da allusioni sessuali, musiche e
messaggi "profani". Dopo IslamicTube, ArabTube, VideoArab e gli altri siti
di video sharing musulmani in Arabia Saudita nasce"Naqatube", in ordine di
tempo l'ultima alternativa ''moralmente pura'' al popolare sito americano di
condivisione di file, il più grande contenitore al mondo, ora proprietà di
Google. Secondo Arab News, NaqaTube (Naqa in arabo significa puro) non
sarebbe altro che una semplice raccolta di video privi di elementi
considerati impuri dalla morale islamica. Molti dei prescelti circolavano
già su YouTube, anzi diversi sono stati scaricati dal "concorrente" e
nuovamente postati. Una selezione rigidissima che accanto a innocui cartoni
animati e documentari sulla natura, affianca video dal contenuto
prevalentemente religioso: nei suoi dieci canali moltissimi sono i materiali
relativi a studiosi, imam e predicatori. Uno dei moderatori del sito,
intervistato dal quotidiano con uno pseudonimo, ha spiegato che nessun
contenuto offende il sentimento religioso: rigorosamente bandite immagini di
donne e video musicali non musulmani. Censurato anche il materiale "ostile"
al governo saudita e al suo establishment politico e culturale. "Il sogno è
quello di far diminuire il numero di visitatori di YouTube. Il nostro sito
ha ricevuto dalle cinquemila alle seimila visite dal suo lancio avvenuto due
mesi fa", ha sottolineato il moderatore accodandosi ai desideri di quanti,
nel mondo islamico, hanno creato gli altri siti di video sharing
"religiosamente corretti". Ha poi aggiunto: "Stiamo promuovendo un Islam
moderato, niente di estremo". Un modo, anche se non dichiarato
esplicitamente, per marcare la differenza con i cloni che, in passato,
generarono polemiche. Il più illustre è Aqsatube, dei palestinesi di Hamas.
Il centro studi israeliano, dopo avere analizzato il sito, lo aveva tacciato
di essere un mero strumento di propaganda terroristica, denunciando la messa
online d'immagini che esaltavano il martirio, anche di bambini e della
Jihad. (fonte: la Repubblica)

Information Safety and Freedom
analisi, documenti e notizie sullo stato di salute della libertà di stampa nel mondo *
sede: piazza D'Azeglio 18 - Firenze
sito web: http://www.isfreedom.org*

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