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Abstract

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Abstract a cura di Marianna Desantis

Inaugurazione: domenica 21 marzo 2010 c/o Il Ross restaurant, via il Prato, 57/59r – Firenze rossrestaurant@hotmail.it

La mostra ospita quattro serie di scatti che costituiscono una visione d’insieme di un percorso intrapreso con entusiasmo, divenuto passione e qui esposto nella sua quasi completezza.

Lontano dall’essere un venerato mezzo tecnologico al servizio della produzione della realtà, la macchina fotografica, per Maria Costantina Seri altro non è che un occhio ausiliario con cui guarda, focalizza, trattiene e  particolari della realtà da trasformare in sublimazione poetica e dare spazio al dettaglio, alla luce, al movimento.

Il soggetto fotografico si fa metafora.

Nella prima serie Leg(ami), le catene, oggetti ferrosi, logorati, coperti dalla polvere del quotidiano, divengono protagonisti non solo di un diario di memorie ,di un racconto intimo, ma anche un racconto universale, immagine romantica della nostra esistenza. Come in ogni racconto c’è un inizio, la vertigine di una scelta, il mistero della scoperta, e poi una fine, la presa di coscienza di scelte già fatte di parole già dette e una nuova strada da percorrere.
Gli specchi d’acqua sono l’anima della seconda serie di fotografie presentate da Maria Costantina Seri: Unreal. Il gesto non è solo guardare, ma saper vedere, e quel che vede Maria Costantina Seri nel momento dello scatto, molto spesso, non è semplicemente quello che il mirino inquadra. Il frutto e la selezione di questo lavoro di minuziosa osservazione ci restituisce la bellezza recondita delle cose che ci circondano. Di grande fascino è la realtà riflessa, il completo confondersi di due superfici, il suo divenire più reale della stessa realtà. Il mondo tangibile svanisce, sostituito da un mondo fugace ed illusorio, da un’astrazione della realtà, virtuale e deformata. Maria Costantina Seri dà vita ad una magia attraverso squarci su di un mondo parallelo, capace di suscitare quel piacevole senso di straniamento. Solo una piccola goccia d’acqua dissolve la superficie, l’incanto.

Panta rei è la terza serie in esposizione. Qui l’acqua non riflette ma scorre impetuosa e travolgente. Figurazione indiscussa delle cosmogonie, l’acqua è da sempre l’elemento costante della speculazione simbolica, apportatrice di vita come di morte, fecondatrice e distruttrice. Questa sostanza fluida e diafana rappresenta il perenne archetipo, l’ anima della nostra cultura, l’elemento simbolico e sacrale, la presenza ancestrale nell’immaginario dell’uomo.   In questa serie di fotografie l’acqua è, anche e soprattutto, simbolo del mutare delle cose, del continuo divenire,  è allegoria poetica della verità del tempo che scorre e non permette mai che un attimo sia il medesimo di quello trascorso. Il perpetuo procedere dell’acqua porta con sé memorie di luoghi distanti e sconosciuti, testimonianze di cose ormai non più esistenti.

Dal ritmo costante del perenne scorrere dell’acqua al ritmo vibrante e mutevole della musica. Feeling è l’ultima serie in mostra.

Nel tentativo di isolare una porzione di palcoscenico Maria Costantina Seri ferma il suo obiettivo su mille sfumature differenti. In una costante rappresentazione di suoni e silenzi, i protagonisti, estrapolati dal contenitore spettacolo, divengono mani che muovono vibrazioni ma soprattutto strumenti, spartiti, suoni ammutoliti e ombre che richiamano alla nostra memoria le seicentesche nature morte musicali, speciali rappresentazioni di allegorie moraleggianti. Qui si racconta un’atmosfera, si raccontano sensazioni.

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