È nato ieri il Comitato Provinciale per il referendum sull'acqua pubblica, costituito già da 31 comitati, associazioni, movimenti, liste di cittadinanza, partiti, sindacati, collettivi studenteschi, gruppi di consumatori e semplici cittadini. “L'obiettivo - scrivono dal comitato fiorentino in un comunicato stampa - è raccogliere almeno 12.000 firme (45.000 per tutta la Toscana) in 90 giorni, a partire dal 24 aprile, per permettere la presentazione del referendum”.
Per il referendum svolge un indispensabile lavoro di coordinamento il Forum italiano dei movimenti per l'acqua che da anni promuove e organizza iniziative di conoscenza, protesta e sensibilizzazione a livello locale, nazionale e internazionale.
Il referendum sull'acqua pubblica prevede tre quesiti, relativi ad altrettanti articoli da abrogare in tutto o in parte per eliminare le norme che in questi anni hanno spinto verso la privatizzazione dell’acqua.
Il primo quesito vuole abrogare l'articolo 23bis della legge 133/08, con le successive modifiche, che impone per la gestione di ogni servizio pubblico una partecipazione del privato di almeno il 40%, accelerando così le privatizzazioni e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.
Il secondo quesito riguarda la scelta della forma di gestione e procedure di affidamento del servizio idrico integrato. L'obiettivo è abrogare l’art. 150 del D.lgs. 152/06, il cosiddetto Codice dell’Ambiente, che prevede come unica possibilità l'affidamento a società per azioni. Si intende così riaprire la strada alla gestione pubblica, attraverso enti di diritto pubblico partecipati dalle comunità locali.
Il terzo quesito riguarda i profitti sull'acqua. Si chiede infatti di abrogare poche parole dell'art. 154 del Codice dell'Ambiente, che in pratica consentono al gestore di caricare sulla bolletta dei cittadini un 7% come pura e semplice remunerazione del capitale investito.
Come partiti hanno già aderito Federazione della sinistra e Per Unaltracittà.
Presto on-line anche il sito regionale della Campagna, intanto per qualsiasi informazione: www.acquabenecomune.org.
Rioccardo Marconi - DEApress
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