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Una scuola di ignoranti

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Una vera e propria emergenza educativa l’ignoranza dilagante sui banchi di scuola del bel paese.
Il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni da mesi lancia questo allarme chiamando in causa non soltanto la scuola ma anche la famiglia e la società (Tv compresa). 
I dati diffusi dall’Ocse-Pisa sono preoccupanti e nessuno sembra intavolare un dibattito, un piano per arginare il problema. Francia e Spagna nello scoprirsi più ‘ignoranti’ hanno avviato dibattiti e riflessioni. Da noi non ci sono stati approfondimenti ma solo lo scaricabarile alla ricerca delle responsabilità ultime.
“l’Italia riesce con difficoltà ad educare i propri figli. – Ha affermato Fioroni  -  Per il sistema dell’istruzione significa che le tante riforme nel corso degli anni non hanno ottenuto sostanziali cambiamenti. Allora si deve prendere atto che è stata superata la fase della scolarizzazione di massa. La sfida che oggi si pone è quella della qualità. Il motto non può più essere solo ‘non uno di meno sui banchi’ perché l’alfabetizzazione è acquisita ma ‘non una competenza di meno di quelle che i nostri ragazzi devono avere’. Per vincere questa sfida è necessario il requisito della serietà. Senza serietà la scuola non trasmette allo studente il senso di quello che sta facendo”.
Per dare un senso alla serietà non andrebbero confusi gli insegnamenti fondamentali con quelli aggiuntivi o superflui. Fornire le radici delle competenze e dei saperi. “Nelle indicazioni nazionali per il primo ciclo  - aggiunge Fioroni - abbiamo stabilito di incentivare la didattica per matematica, storia, geografia, italiano. Anche i dati di Pisa ci danno questo indirizzo: c’è la necessità di incrementare la didattica sulle materie fondamentali. Non metto in discussione l’utilità dell’inglese o dell’informatica ma prima della lingua straniera si deve conoscere l’italiano. Ed intendo grammatica e sintassi”.
“Nelle medie inferiori la metà degli studenti esce con un giudizio sufficiente. Questo significa che quegli studenti non hanno acquisito nè i saperi nè le competenze. Nelle superiori in 10 anni almeno 9 milioni di alunni sono andati avanti grazie alla logica del debito. Un debito che, al contrario di quanto accade nella vita, non si paga mai. Si è creata così una genìa di poveri di competenze costretti a confrontarsi con una realtà che, al contrario, non fa sconti. Invece occorre puntare sul merito. Chi sa può fare qualsiasi cosa nella vita”.
A coloro che hanno accusato Fioroni di volere una scuola selettiva e classica, ha così risposto: “Senza il merito il giovane che proviene da una situazione di disagio finanziario è condannato ad essere in base a ciò che ha e non a ciò che è. Chi sa, al contrario, può scegliere di costruirsi il futuro”. Ed ha aggiunto: “Abbiamo i ragazzi meno motivati d’Europa anche perché il relativismo della nostra società uccide gli stimoli. Dobbiamo recuperare i valori. Valore è un termine laico e condiviso che si oppone al relativismo dove non esiste né il bene né il male. Insegnare ai nostri giovani che nulla è male incide sul concetto di legalità. Uno Stato laico decide autonomamente dopo aver ascoltato tutti. Ma questa autonomia non coinvolge anche l’etica”.
In questo quadro di degrado nazionale la Tv ha una parte importante, Fioroni ha cercato di trovare un accordo con Rai e Mediaset perché l’Auditel non sia solo di quantità ma anche di qualità. I mezzi di comunicazione di massa sono molto importanti per aiutare a trovare le conoscenze, a stimolare la curiosità dei giovani. Ma ci si deve rendere conto che occorre un grande momento di riflessione capace di coinvolgere tutti, dalla famiglia alla scuola alla società. E’ necessaria un’inversione di tendenza e non perché siamo di fronte ad un’emergenza della scuola ma ad una emergenza dello Stato.

Nicoletta Consumi  - DEApress

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