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Uniti contro le tirannie

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Dopo la rivolta in Egitto, anche in Libia è venuta fuori la ribellione del popolo alla tirannia del regime di Gheddafi.

Tutta Europa, gli Stati Uniti e il resto del mondo hanno condannato le violenze che il potere libico infligge alla popolazione. Il Governo italiano si è limitato al silenzio iniziale dopo la preoccupazione del premier di non voler disturbare il rais libico. Sono state necessarie le sollecitazioni europee e dell'ambasciata americana perché Silvio Berlusconi rompesse il silenzio – solo italiano - ad esprimere vergogna, sdegno ed inaccettabilità totale e incondizionata per lo sterminio ai danni della popolazione; invece il presidente del consiglio italiano si è limitato a difendersi dall'accusa di aver armato, con presunti razzi italiani, la Libia e a a ripetere l'appello di tutte le cancellerie ovvero fermare il fuoco dell'esercito sui civili. Questo il sostanziale contributo della telefonata del premier italiano al rais libico. Un contenuto molto “leggero” forse per timore di contraddirsi nei suoi comportamenti con Gheddafi quando gli offrì il suo baciamano, nel luglio 2010, e quando lo accolse in Italia con tutti gli onori e con sfaccettature da bunga bunga.

Le dichiarazioni del Ministro degli Esteri Franco Frattini si eprimevano nella forte preoccupazione di una eventuale immigrazione a livelli epocali se Gheddafi dovesse cedere.

Nel suo lungo discorso alla Nazione Gheddafi ha espresso tutta la sua violenza e caparbietà nel voler continuare il suo sanguinario dominio ribadendo la crudeltà verso i rivoltosi.

Le popolazioni del Medio Oriente stanno esprimendo una volontà coraggiosa nel tentativo di ribaltare condizioni di estrema povertà e sottomissioni a regimi dittatoriali e sanguinari. E' auspicabile che il mondo intero – Italia compresa – reagiscano con la consapevolezza della reale possibilità di un radicale cambiamento degli assetti globali della politica nelle terre da sempre sottomesse a estreme povertà e totale mancanza di democrazia ed offrano la loro disponibilità ad un sostanziale contributo .

 

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