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L'Italia dei voltagabbana

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Un colpo di remo - L'Italia dei voltagabbana

 

Ho passato anni a sentire inveire i vari La Russa, Gasparri, Fini, compagni di sciocchezze e camerati delle cause perse, che a vederli oggi il loro chef Almirante appare come stella luminosa, se di un decrepito e laido carnefice si può dir un moto di simpatia.

Questi figuri, sodali, bravi, hanno sbraitato per anni dalle tribune del Parlamento lo sdegno dell'aver tradito l'Asse nel 1943, che hanno infuso nella coscienza italica l’idea del tradimento  alle spalle, il fatto grave; così  che loro poveri abbandonati chiamavano ridanciani tutti gli altri,  con un senso di vergognosa aderenza: “ i voltaggabana “ andando avanti a giustificare l’errore storico dell’esangue partito nazionale fascista che scappando ignobilmente si dette fiato e pecorino sulle spiagge sassose del Lago di Garda giusto per fondare a Milano la Repubblica di Salò.

Repubblica di ritardati ( in tutti i sensi, anche perché nacque nel 1943 e non nel 1922) che fece più danni al Paese di quanti una anormale vita parlamentare nel ventennio era riuscita a precipitare tra consensi plebiscitari  di una manciata di  idee malsane che ancora oggi spesso son li come monito ed errore, a fare esempio.

Così che da subito venne bene alla rinascente destra italiana sindacare su quel moto tutto italiano e patriottico che fece del nostro Paese terra da arare con sangue e terribile divisione.

Naturalmente viste le condizioni in cui fu scaraventata l'Italia la divisione si fece feroce, chi avendo in animus di riscattare anni di sopruso ed orrore si ritrovò in montagna e nelle Brigate Partigiane, chi (ed erano quasi i più grassottelli) per l'antico senso dell'onore dimenticando abusi e pretese nobiliari (ma anche forzatamente) trovò prossieguo nella Compagnia della Morte, tra la X Mas del Borghese e le camicie brune delle SS  col maresciallo Graziani (che morì Senatore a riprova che le nuove leggi Repubblicane rimasero in molte lettera morta)

E  davvero turandosi il naso la nascente Repubblica Italiana poche di quelle leggi riformulò ed altre dalle buone intenzioni son rimaste per anni nei cassetti ( esempio la legge istitutiva delle regioni entrò in vigore nel 1970, così quella referendaria) e per unità nazionale e compromessi storici siamo ancora ad aspettare leggi popolari e democratiche.  

Ora che gli eredi di quella destra a-storica, cialtrona e autoritaria è divenuta forza governativa, ho timore che derive populiste a loro care vogliano ritoccare anche la Costituzione scritta, che quella reale è già stata ampiamente disattesa dai molti articoli dimenticati.

V’è per altro esempio la ricostruzione del Partito fascista che mai è stata applicata, così che abbiamo visto per decenni saluti romani ed apologie di una nostalgia nefasta che accompagna ancora dopo 89 anni marce e marcette  di nuove camicie nere o verdi, e intorno il silenzio assenso, dell’assoluto prosciutto sugli occhi istituzionalizzato

Così appare l’ombra di uno spettro, altro che Macbeth o la terra di Danimarca, a vedere gli aerei della force de frappes e l’avion d’Italie a bombardare Miusurata e Bengasi, senza canzoni questa volta…….” Tripoli bel suol d’amore……”

Passò giorni fausti con majorette e mignott, bacia-mano e saluti trionfali a cavallo bianco come il dux, il colonello Gheddafi nella sua  ultima visita a Roma, firmando tra molti applausi e consenso un trattato di amicizia che recita ben chiaro ai primi commi e articoli:….” L’Italia si impegna a non dichiarare  guerra alla nazione Libica e mai darà le proprie basi navali ed aeree a forze che volessero attentare all’integrità della Libia….”

Così con altri annessi quel  trattato che impegnava l’Italia e la Libia passò in Parlamento malgrado l’ostruzionismo radicale e tra gli applausi bi-partisan di deputati e senatori della maggioranza furono donati anche 5 miliardi di dollari che non sono proprio bruscolini, malgrado la politica di Obama di far pagare il debito USA ai cinesi.

Ecco il malumore e il contendere di principio che appunto ci ha seguito per decenni urlando Voltagabbana di quelle genti che oggi malgrado i saluti romani e le svastiche portate sotto pelle, sono gli odierni : Ministro della Difesa (anche se La Russa si sente ministro della guerra) Ministro per gli affari col Parlamento, capogruppo alla Camera e Ministro della cultura, modello minculpop.

Certo che cosa mi prenda non lo so davvero, mi sono illuso che la coerenza albergasse tra i kameraden??? O che le nostalgiche prefiche ricordassero quanto hanno avvallato soltanto da pochi mesi? E allora mi domando che figura ignobile stiamo facendo come popolo-nazione, si che invece di partecipare alla costruzione democratica di quella “primavera araba” che appare sempre più  “autunno” siamo a spazzolare i cappotti  franco-inglesi. C’era bisogno di arrivare alla guerra?? Perché l’Italia non ha domandato con forza che la società libica evolvesse verso rappresentanze democratiche?

E se gli interessi economici del nostro Paese andavano e  vanno difesi, perché non con la collaborazione e la partecipazione di due popoli che sono ormai legati da decenni di incontri, e scontri purtroppo!!

Così avviene anche per la Somalia e davvero andando a vedere le differenze queste sono macroscopiche del diverso trattamento e sviluppo di antiche signorie coloniali.

L’Australia, l’India, il Canadà, il Sud-Africa sono state colonie inglesi ed oggi le guardiamo come Paesi di prima grandezza, così certo non si può dire delle ex colonie italiane; solo l’Albania si sta riprendendo, ma la Somalia è sparita dalle carte geografiche, la Libia vediamo a qual punto è ridotta,  e magari domani un nuovo governo ci chiederà conto! Il Montenegro, non sappiamo bene dove si trovi, e neppure la nostra coscienza e dignitas come nazione democratica, si è poi molto evoluta, purtroppo.

Questo è solamente un capitolo del nuovo fascismo detto anche: berlusconismo.

 

walter  maccari - www.nuovaresistenza.org

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 22 Marzo 2011 12:50 )  

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