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La Costituzione dimenticata

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Un colpo di remo -  La Costituzione dimenticata

Viviamo in un periodo  dove viene spesso richiamata la Costituzione. Oh com’è bella la nostra  Costituzione, com’è giusta, com’è moderna, e via cantando di un impegno assunto dai costituenti verso tutto il popolo italiano dopo aver sconfitto il fascismo. Eppure a me questo sperticar di  lodi detto  francamente tra noi, mi fa girare i maroni,  ops … i marroni, e vi spiego perché!

Molti articoli di quelle pagine che dopo 2000 anni vanno a garantire una nuova leva di cittadini non sono stati ancora attuati. Molti altri articoli e commi, così incensati dai moderni e faini detrattori sono diventate leggi sovrane dello Stato solamente a prezzo di lotte sindacali che hanno  visto impegnati  lavoratori e studenti negli anni che vanno dal 1968 al 1977. Malgrado i tanti avversari e le prefiche contrarie.

Esempio  lampante e  l’istituto delle Regioni, divenute reali nel 1972, cioè dopo 25 anni dopo la dichiarazione costituzionale. Ricordo questo proprio  perché oggi si va verso un federalismo fiscale che pare sempre più una roba pasticciata e pasticciona, che fa chiedersi  serenamente  il perché  questa legge sia stata redatta e piaccia molto alla lega-nord . Fa pensare proprio per questo  che dentro ci sia una  sorpresa pacco. Dato che dagli slogan contro la Roma-ladrona quei rappresentanti politici si sono fatti impegno di imparare l’arte e la parte e così oggi si può dire : Lega – ladrona, quando  impone l’assunzione di 35 sottosegretari in più per soddisfare la propria base politica. O non si  doveva risparmiare per crescere??

Così è avvenuto per altro esempio con la legge e  l’intendimento dell’istruzione per tutti, o per la sanità pubblica che sono divenute leggi solamente quando le richieste del mondo del lavoro, con scioperi e manifestazioni hanno costretto l’allora governo DC a votare e istituire scuole e Istituti professionali e Licei per far sì che i giovani continuassero ad istruirsi. Eppure nelle norme costituenti, queste sono due dichiarazioni di principio importanti, e l’istruzione pubblica è invece sempre sollecitata a sparire per far posto a scuole private e/ o confessionali. D’altronde mr. Cepu è uno dei grandi elettori di questo Governo.

Ecco  uno dei motivi della recente agitazione scolastica a contrastare la contro-riforma  Gelmini , che si è inventata una legge scolastica e universitaria che toglie diritti dalle scuole e impone il rafforzamento dei Rettori ed istituisce l’ingresso dell’industria nelle aule universitarie, che faranno in modo di creare una scuola per pochi, contravvenendo uno dei dettami Costituzionali.

Una Carta Costituzionale che per me parte col piede sbagliato quando dichiara : “ La Repubblica è fondata sul lavoro “, dove troverei meglio e più attuale dichiarare invece  che è fondata dai lavoratori. Così forse ad un nuovo riformatore verrebbe bene aggiungere qualcosa sulla felicità dei cittadini, come sta scritto nella carta fondante gli Stati Uniti d’America.

Sembra sempre comunque che arriviamo dopo, malgrado certi pronunciamenti siano anche molto più vecchi. Penso all’istituzione del Tribunato della Plebe e penso che solamente dal 1948 ne abbiamo un abbozzo legale, così da farci dire che ci sono voluti 2500 anni per averli, come certi marciapiedi costruiti davanti agli asili e che non ci hanno stupito più di tanto, per la loro mancanza, fino a che non ne abbiamo avvertito la presenza.

Evidentemente  la  buona lettura di quelle sintetiche pagine che stabiliscono finalmente il patto tra lo Stato e i suoi cittadini, non è sempiterno e lieto evento quando guardandoci attorno si scoprono le molte ingiustizie sociali che ci circondano  e confrontando il presente con la dichiarazione ci si accorge che davvero si è sempre pronti a magnificare come slogan la Carta Costituzionale e poco viene fatto per adempiere ai suoi dettami,  che riguardano il lavoro ( che ancora manca e con l’80% delle donne che ne sono prive) che vogliono  una casa che  tutti dovrebbero avere e per la piena realizzazione sociale degli individui.

Come viene bene ai molti dire e incensare la nostra Costituzione, eppure niente mi toglie l’idea che in verità proprio la Carta fondante la nostra Cives sia sotto attacco da quei poteri più o meno occulti che queste dichiarazioni di crescita statale e individuale le hanno sempre avversate e combattute. Penso alle varie P2 a certuni ambienti militari e politici che vanno dall’estrema destra autoritaria, ancora presente nel nostro Parlamento, alle varie Leghe municipaliste che sembrano voler riportare a secoli ormai trascorsi un comune indenti mento socio-politico, come se non avessimo mai raggiunto una Unità fisica statuale come Stato, cittadinanza, Paese, Nazione.

Le “ quote rosa “ sono un altro degli evidenti impedimenti che ci sono stati  inventati. Denunciano l’arretratezza civile del nostro Paese, così come qualsiasi “associazione” che reclama diritti denunzia l’incapacità e la mancata applicazione di quelle “norme sacre” e sacrali compendiate nella carta costituzionale. Passaggi forzati a cui ci ha costretto  quell’educazione cattolica che permea le nostre istituzioni civile e la  nostra  “coscienza  indiretta”. Educatio formatasi  con l’infingardia e la menzongèe (come direbbero i francesi).

Agostino d’Ippona e Paolo di Tarso, due (emeriti “mascalzoni”)  donnaioli ed impenitenti  peccatori, che nel loro non breve “viaggio” improvvisamente diventano “ dottori della chiesa “ e da misogini trasferiscono le loro misere paure nell’istituzione che ha formato le coscienze  “spiritualistiche” del nostro popolo.  Una ecclesia che va detto non ha mai pubblicato la Bibbia se non dopo il 1950. Qui sono sempre circolati compendi e catechismi a dir quanto quegli uomini fossero dei giusti, o fossero santi o martiri benedetti

Due uomini del loro tempo, che andavano a donne, bevevano e “peccavano” ma da perfetti “utilizzatori finali” stravolgono gli insegnamenti del Nazareno dando il la all’odio e alla persecuzione contro l’altra metà del cielo, che ha alimentato i fuochi dell’inquisizione per secoli, creando intolleranza e violenza fisica e verbale contro le Donne. Tutte meretrici tranne la Madonna, tutte “puttane” tranne la mamma e allora le vediamo, le donne,  mezze nude per pubblicizzare  telefoni e automobili, perché fanno “audience di spesa” creano utili per le aziende, ma nelle Aziende son poco presenti.

E allora ecco le quote rosa a ricordar che ci sono anche le donne e mi pare che come allocchi ci cadano in molti, nella trappola ad espansione che crea la preoccupazione e l’attenzione civile finta, ritardata e ritardante, quando basterebbe seguire quanto dichiara la nostra Costituzione

Per questo diffido degli urlatori dell’ultima ora, dei difensori del verbo civile che erano dall’altra parte quando i Costituenti gettarono il seme di un diverso e moderno vivere comune, che dovrebbe vederci uniti e insieme tutti, belli e brutti, uomini e donne, sani e malati, bianchi e verdi, piccoli e grossi, bassi e alti e non aver bisogno, nel mezzo del cammin di nostra vita, di creare un ennesimo “contenitore” speciale dell’ennesima differenza, che non esiste, è già contemplata nella carta costituzionale.

Ma mi accorgo che pochi l’hanno veramente letta e compresa, tranne chi voglia cambiarla in peggio o per i propri interessi particolari, credendo d’essere il migliore, il più ricco, l’unto del Signore.

Anche per questo gli andrebbe impedito severamente di modificarla anche in una piccolissima parte, perché fu redatta da  Uomini e Donne che avevano sofferto la schiavitù fascista, il dolore della guerra, l’ignomia umana dei lager, che fecero la Resistenza, che si schierarono contro il ben – pensare del  loro mondo contemporaneo, rischiando e affermando forte la volontà di creare un nuovo mondo.  Più giusto, più attento, più uguale, per tutti

walter maccari – nuova resistenza.org

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 25 Maggio 2011 12:29 )  

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