Robert Mugabe ha inaugurato domenica l’inizio del nuovo mandato da Presidente dello Zimbawe. I Leaders africani e mondiali rifiutano di riconoscere la legittimità delle ultime elezioni e dell’autorità di Mugabe.
Ventuno anni fa, l’inizio della prima presidenza Mugabe fu un simbolo di speranza e di cooperazione per un paese che aveva dovuto sopportare a lungo l’occupazione straniera e la guerra civile. Mugabe ha giocato un ruolo importante dall’indipendenza dello Zimbawe nel 1980, ma ha creato il caos e ha distrutto l’economia. Mugabe è adesso una autorità monocratica che contraddice l’immagine di uno Zimbawe sedicente democratico.
Nelle elezioni di venerdì, molti cittadini hanno rifiutato di partecipare a un voto, che in realtà era una corsa in solitaria. La maggioranza ha inizialmente appoggiato l’ex candidato Morgan Tsvangirai del Move for Democratic Change. Tsvangirai è stato obbligato ad abbandonare la competizione a cinque giorni dalle elezioni, denunciando di non poter partecipare a un violento e illegittimo processo elettorale, non potendo chiedere ai suoi sostenitori di dover rischiare la vita per votarlo.
Tsvangirai aveva vinto le elezioni generali del 29 marzo col 48% dei voti.
Molti tra quelli che hanno votato venerdì lo hanno fatto a causa delle minacce e delle violenze dello ZANU-F di Mugabe. La prova di aver votato, ossia l’inchiostro rosso sul dito, avrebbe salvato la vita di alcuni elettori. Un elettore ha spiegato di aver volontariamente annullato la sua scheda per l’illiberalità delle elezioni, ma anche per avere l’inchiostro sulla mano per evitare di essere picchiato.
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unito ha informalmente espresso il proprio disappunto per i risultati elettorali e per la corruzione dello Zimbawe. Molti paesi hanno cominciato autonomamente a imporre sanzioni, chiedendo la fine del regime di Mugabe e la svolta verso la stabilità e la democrazia.
Ventuno anni fa, l’inizio della prima presidenza Mugabe fu un simbolo di speranza e di cooperazione per un paese che aveva dovuto sopportare a lungo l’occupazione straniera e la guerra civile. Mugabe ha giocato un ruolo importante dall’indipendenza dello Zimbawe nel 1980, ma ha creato il caos e ha distrutto l’economia. Mugabe è adesso una autorità monocratica che contraddice l’immagine di uno Zimbawe sedicente democratico.
Nelle elezioni di venerdì, molti cittadini hanno rifiutato di partecipare a un voto, che in realtà era una corsa in solitaria. La maggioranza ha inizialmente appoggiato l’ex candidato Morgan Tsvangirai del Move for Democratic Change. Tsvangirai è stato obbligato ad abbandonare la competizione a cinque giorni dalle elezioni, denunciando di non poter partecipare a un violento e illegittimo processo elettorale, non potendo chiedere ai suoi sostenitori di dover rischiare la vita per votarlo.
Tsvangirai aveva vinto le elezioni generali del 29 marzo col 48% dei voti.
Molti tra quelli che hanno votato venerdì lo hanno fatto a causa delle minacce e delle violenze dello ZANU-F di Mugabe. La prova di aver votato, ossia l’inchiostro rosso sul dito, avrebbe salvato la vita di alcuni elettori. Un elettore ha spiegato di aver volontariamente annullato la sua scheda per l’illiberalità delle elezioni, ma anche per avere l’inchiostro sulla mano per evitare di essere picchiato.
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unito ha informalmente espresso il proprio disappunto per i risultati elettorali e per la corruzione dello Zimbawe. Molti paesi hanno cominciato autonomamente a imporre sanzioni, chiedendo la fine del regime di Mugabe e la svolta verso la stabilità e la democrazia.
Ansley LaBarre
traduzione: Giulio Gori
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