Invece di affrontare seriamente le ragioni della protesta, invece di attivare un tavolo dialogo e di confronto con il mondo dell'università, mai così unito e compatto nelle sue varie componenti, il governo berlusconi pensa bene di zittire la protesta vasta, civile, democratica minacciando i manganelli.
Rischiamo davvero di rivedere le epiche scene del '68 e del '77? Assolutamente no, perchè l'ampio nuovo movimento che si è mosso a difesa dell'istruzione e della ricerca pubblica altro non fa che difendere la nostra costituzione e la gestione pubblica dei servizi primari e fondammentali. E quindi non intende abbassare il proprio livello, così alto per le analisi e le proposte fatte, scendendo sul terreno dello scontro utile solo ad un governo che si dimostra sempre più incapace di saper leggere i fatti e le dinamiche sociali, sempre più incapace di confrontarsi con i bisogni e le attese del paese.
Vengano pure Berlusconi, Maroni, le forze dell'ordine nelle nostre Facoltà: non ci troveranno! Saremo insieme ai nostri cari studenti a far lezione in piazza, nelle strade, nelle stazioni, nei mercati, dovunque, insieme alla gente per il bene del nostro paese.
Alberto Di Cintio
membro del CdA dell'Università degli Studi di Firenze
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