Giunge a conclusione la 49sima edizione del Festival dei popoli, il più importante festival del film documentario in Italia. Fondato nel 1959 a Firenze da un gruppo di studiosi di scienze umane (antropologi, etnografi, sociologi) nel corso di quasi cinquant’anni di proiezioni l’archivio conta oltre 10.000 titoli. Interessante luogo di confronto di espressioni linguistici con codici accessibili al grande pubblico, le tematiche scelte che caratterizzano le pellicole toccano i più svariati temi sociali e culturali: dai problemi urbanistici, all’immigrazione, dal problema dell’acqua, allo scontro tra le culture occidentali e quelle orientali.
La nuova Edizione 2008 ha presentato diverse novità rispetto agli anni passati, tre cui una attenzione maggiore alla conpemporaneiità e uno sguardo più attento alle nuove evoluzioni del documentario, in funzione sopratutto alle nuove tecnologie. Una delle innovazioni più importanti di questa edizione è stata la presenza di produttori, cineasti, critici e registi tra i più importanti del panorama del cinema internazionale. Un presenza attiva che ha dato vita a “tavole rotonde” e workshop. Laboratori che hanno dato modo non solo di interrogarsi sul mondo attuale e passato del film documentario, ma anche di progettare eventi e film "a venire".
Quest'anno c' è stato un incremento dei premi e per la prima volta in Italia la distribuzione dei film documentari nelle sale cinematografiche. Le sezioni del festival sono state snellite a cinque categorie. “Stile libero”, composta da nove titoli tutti in prima italiana. “Claire Simon”, omaggio dedicato al lavoro del cineasta francese. “I volti del potere”, che analizza, attraverso vari titoli della storia del cinema, la rappresentazione filmica del potere. “Diagonale balcanica” una panoramica sugli ultimi cinquant’anni di produzione documentaria di Estonia, Lettonia e Lituania. “L’eredità di Nanook”, laboratori per riflettere sullo status del documentario contemporaneo. In tutto sono state proiettate 163 pellicole , tra cui dieci prime mondiali, sei internazionali, due europee e ventotto italiane.
Quest'anno c' è stato un incremento dei premi e per la prima volta in Italia la distribuzione dei film documentari nelle sale cinematografiche. Le sezioni del festival sono state snellite a cinque categorie. “Stile libero”, composta da nove titoli tutti in prima italiana. “Claire Simon”, omaggio dedicato al lavoro del cineasta francese. “I volti del potere”, che analizza, attraverso vari titoli della storia del cinema, la rappresentazione filmica del potere. “Diagonale balcanica” una panoramica sugli ultimi cinquant’anni di produzione documentaria di Estonia, Lettonia e Lituania. “L’eredità di Nanook”, laboratori per riflettere sullo status del documentario contemporaneo. In tutto sono state proiettate 163 pellicole , tra cui dieci prime mondiali, sei internazionali, due europee e ventotto italiane.
Stefano Nardella
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