Sabato scorso, 14 Febbraio, si è svolta a Roma, per il quarto anno consecutivo, la manifestazione nazionale "No-Vat" contro le ingerenze della Chiesa cattolica sullo stato italiano. Era il sabato più vicino all'ottantesimo anniversario dell'assurdo trattato che ha ufficializzato per primo le interferenze papali sulla "gestione pubblica" italiana: i Patti Lateranensi (11/02/1929). Il corteo è stato organizzato dal coordinamento "Facciamo Breccia" espressione della parte più progressista della società civile italiana. In una Roma segnata dalle basse temperature di questi giorni, la manifestazione ha aspettato più del consueto a muoversi. Per almeno un'ora e passa, noi partecipanti abbiamo atteso l'arrivo dei consueti ritardatari, ma non abbiamo superato la cifra di circa duemila presenti. Il recente dibattito sulla vicenda di Eluana Englaro, nell'occasione del quale l'opinione pubblica si è resa conto dell'abnorme influenza delle gerarchie cattoliche, ci faceva sperare in una maggiore partecipazione. Comunque il corteo, coloratissimo e animato da canzoni, musica, diffusori di bolle di sapone, e dai variopinti costumi di alcuni partecipanti, si è snodato da piazza Repubblica fino a Campo de'Fiori, dove c'è la statua di uno dei più grandi martiri del libero pensiero: Giordano Bruno. Al giornale "Liberazione" G.Bertozzo, bolognese animatrice di Azione Gay Lesbica ha fatto, nell'occasione una dichiarazione che condivido in pieno:"[...] il Vaticano è una multinazionale che vende un modello di comportamento funzionale al neoliberismo. Con la repressione e la normazione dei corpi ci vuole far tornare ai corpi di genere, a una famiglia custode dell'ordine sociale. Per il neoliberismo che abbatte ogni forma di welfare è un'esigenza fondamentale avere le donne a casa a procreare e cucinare per l'uomo cacciatore". (Liberazione 15/02/2009 pag.5)
Fabrizio Cucchi, DEApress
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