Il sito internet www.rassegna.it riporta le stime della Fp Cgil ossia che oltre 60 mila precari del pubblico impiego perderanno il lavoro dal primo luglio di quest'anno. Altrettanti lo perderanno nei successivi dodici mesi, fino ad arrivare a 200 mila posti di lavoro in meno nel 2011. Questa stima non comprende, per giunta, i precari di scuola e universita, che se sommati agli altri farebbero schizzare la cifra a oltre 400 mila unità. Una vera e propria catastrofe sociale, la cui responsabilità è unicamente da addebitarsi all'irresponsabilità dell'attuale governo. Invece di promuovere le assunzioni nel settore pubblico, cosa che chiunque riterrebbe "il minimo" per combattere l'attuale ondata di disoccupazione, si sceglie insensatamente la strada contraria. Nello stesso tempo, servizi essenziali di pubblica utilità, come i vigili del fuoco, versano in condizioni disperate causa una paurosa mancanza di organico. C.Podda, dirigente nazionale della Fp Cgil ha dichiarato: "mentre il ministro Brunetta continua a sminuire questo fenomeno per renderlo socialmente più accettabile, il governo rivela un suo preciso disegno politico, cioè quello di favorire il settore privato." Questo è indubbiamente vero, ma, bisogna aggiungere che tagliare sui servizi essenziali, che per giunta spesso non hanno neppure corrispettivi "privati", come il succitato caso dei vigili del fuoco, è soltanto follia. Infatti i tagli non risparmierebbero neppure le questure......E' assolutamente necessario che i cittadini mandino qualche segnale forte a chi di dovere, poichè vengano revocate queste scelte scellerate.
Fabrizio Cucchi, DEApress
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