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Come certe situazioni non cambiano

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Tuttoil mondo sta attraversando un periodo di crisi energetica, consumiamo più energia di quella che siamo in grado di produrre. Per risolvere questo problema si stanno valutando nuove alternative, per esempio la riapertura delle centrali nucleari. Dopo il referendum del 1987 l'Italia si è schierato contro il nucleare, non tanto per una questione di inquinamento, ma soprattutto a causa del disastro di Cernobyl. Questo comunque non toglie che la maggior parte dei cittadini ha votato contro il nucleare. Oggi la ricostruzione e la riapertura delle centrali nucleari è imminente, con tanto di decreti legislativi e finanziamenti. Ma qualcuno ha chiesto al popolo se vuole il nucleare? Non si può negare che l'Italia è schiava, energeticamente parlando, della Francia, dalla quale compra energia che viene prodotta nelle centrali nucleari transalpine. E la Francia è solo una delle tante nazioni che adotta questo tipo di produzione energetica e quindi un eventuale disastro non ci salverebbe dalle nubi tossiche. Questo però non significa che se gli altri fanno una cosa allora quella cosa è giusta.

Sul nucleare si sta parlando molto in televisione e sui giornali, non si può dire che sia un argomento tabù; il problema è che viene fatta tanta disinformazione, affermando per esempio che una centrale nucleare è il modo migliore di produrre moltissima energia inquinando poco. Se informazioni come questa e tante altre vengono passate dalla stampa come veritiere è chiaro che la gente tornerà sui proprio passi sostenendo l'energia nucleare. Chicco Testa per esempio ha aperto un blog dove si discute di questo problema; dopo essere stato tra i membri fondatori di Legambiente e aver sostenuto il referendum del 1987, oggi afferma di aver cambiato idea, ma sempre per lo stesso motivo; cioè oggi sostiene la costruzione delle centrali nucleari sempre perché vuole bene all'ambiente, perché il nucleare è l'unica scelta energetica sostenibile per il futuro. Mi sembra un po' strano che una persona che ha fatto parte del consiglio di amministrazione dell'Enel e sia molto attivo nel settore imprenditoriale di costruzione di impianti idroelettrici dica di essere “ambientalista”. È come incontrare un cacciatore vegetariano; la cosa fa un po' pensare.

Invece di produrre più energia per il crescente fabbisogno quotidiano,basterebbe risparmiarne e ridurre gli sprechi. Bisognerebbe uscire dalla logica di consumismo esagerato ed entrare in una politica di risparmio. Ogni gesto dei singoli cittadini che cercano di ridurregli sprechi è da lodare e serve a molto, però sono le aziende che usano molta più energia e sarebbero loro che dovrebbero cercare diridurre gli sprechi. Basta pensare a quanta energia si potrebbe risparmiare se d'estate i condizionatori degli ipermercati non fossero tarati su 18° ma magari su 20°.

È inutile cercare soluzioni temporanee che in seguito porterebbero a squilibri identici a quelli di oggi, bisogna tagliare la radice del problema per risolverlo. Non si può pensare al nucleare come una “soluzione ponte” tra il modo di produrre energia oggi e il modo in cui verrà prodotta fra 20 anni. 

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 13 Maggio 2009 15:13 )  

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