La coscienza del turismo sessuale infantile?!
Sembra che tutti vogliano usare i gusti sessuali come rappresentazione esclusiva della loro personalità. Il “ Peccato Sessuale” sta diventano una moda abbastanza evasiva. Dalle intimità scoperte in cerca di fama e denaro, ma anche ai casi di perversioni in piccola e in massima dose. Cresce il numero delle persone adulte ( o semplicemente è avvenuta una sorta di trasparenza) che concretizza atti sessuali con minorenni ingenui e sfortunati. Un video mostrava dei bambini, filmati in Thailandia , probabilmente dall’età dai 4 ai 7 anni, maschi e femmine che si rivolgevano ai clienti con un linguaggio sessuale ( a dir poco da brivido) mentre discutevano sulla somma in denaro in scambio di prestazioni sessuali. Viaggi turistici a scopo sessuale, materiale pedopornografico contenente brutte verità di bambini che dell’infanzia non si ricorderanno neanche il nome. I paesi più a rischio di questa industria sono quelli in cui la vita si misura anche in pochi dollari. Cambogia, Thailandia, Cuba etc. dove il mercato sessuale della “carne giovane” espande la sua infezione spesso anche con “l’occhio chiuso” dei rispettivi governi. Favorendo così una forte percentuale di turisti che comprano il sesso infantile. Queste sfortunate vicende sono parte della lotta del “End Child Prostitution Pornography and Trafficking” (ECPAT)- una catena di organizzazioni internazionali con obiettivo la protezione dei diritti dei minori contro lo sfruttamento e la commercializzazione sessuale . Cosi anche Ecpat- Italia , associazione a fini Non- Profit, con sede a Roma, ha portato la sua verità anche a livello politico, come la legge del 3 febbraio 2006, N. 38 in lotta contro lo sfruttamento della prostituzione, turismo sessuale e pedopornografia dei minori anche a mezzo Internet. Questa associazione organizza diversi eventi e progetti in aiuto dei minorenni nel far regalare a loro dei sogni da “Peter Pan”. Difendiamo i bambini dalla passione strana dello “storto” appagamento sessuale. La riflessione che ci dobbiamo porre è : facciamo mai abbastanza per dare “la caccia” ad un fenomeno come quello del turismo sessuale?
Fatjona Seko - DEApress
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