A Torino, il G8 dell'Università, conclusosi ieri, ha visto un totale di 19 feriti e due fermati. Benchè i 40 rettori intervenuti abbiano firmato un documento in cui si rilancia "il ruolo chiave dell'università", questo è passato in secondo piano rispetto agli avvenimenti nelle strade. Gli esponenti della cultura e della politica hanno manifestato opinioni largamente divergenti sull'accaduto. Passerò brevemente in rassegna alcune delle dichiarazioni fatte alla stampa sull'evento, commentandole brevemente, affinchè il lettore, o la lettrice formulino autonomamente un loro giudizio. Secondo il rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo, che ha svolto un pò il ruolo del padrone di casa, c'è stato “un grosso problema di comunicazione”. Inoltre ha affermato che gli avvenimenti degli ultimi giorni a Torino, sono la "dimostrazione che non entrare nei contenuti, restare in superficie, provoca danni enormi”. Per onor del vero lo stesso Profumo riconosce anche che "C'e' un malessere generale tra gli studenti", ma a mio giudizio è comunque riduttivo ridurre il tutto ad un problema di comunicazione. Simili fatti dimostrano quantomeno la divergenza reale tra i dimostranti e i partecipanti al summit. Molto più ragionata appare la posizione di un altro docente torinese, ossia G.Vattimo, che ha dichiarato (ieri) il suo sostegno ai manifestanti, argomentandolo così: "La destra sta attuando una nuova strategia della tensione, perche' io di studenti armati di mazze non ne ho visti, mentre ho visto uno schieramento armato dei reparti speciali della polizia, ai cui vertici sarebbero stati messi, mi e' stato riferito durante il corteo di questa mattina, gli stessi personaggi che coordinarono le attività di repressione del G8 di Genova". Simile anche la riflessione che (sempre ieri) faceva F. Polcaro, responsabile del Dipartimento Università e Ricerca del PdCI, che ha affermato :“Dopo che la manifestazione di ieri aveva chiaramente dimostrato che la forte mobilitazione internazionale degli studenti e dei docenti universitari contro l'illegittimo G8 tematico sull'università di Torino aveva carattere assolutamente non violento, oggi la polizia ha operato una inaccettabile provocazione contro il movimento, caricando senza ragione né preavviso un nuovo corteo che voleva pacificamente sensibilizzare la città sulla indisponibilità del mondo del sapere contro la mercificazione della conoscenza. La carica, che non ha neppure la scusante dell'"intralcio al traffico" essendo avvenuta in un'area pedonale, ha provocato diversi feriti, tra i quali una compagna della Segreteria Nazionale del PRC. Sono anche stati effettuati diversi fermi di studenti. Ancora una volta, in mancanza di qualsiasi argomento per rispondere all'opposizione sociale, il governo delle destre ricorre alla repressione ed alla violenza rivelando la sua natura antidemocratica“ .Qui si accenna ad un'altro problema irrisolto: in effetti era difficile capire la legittimita di questo G8 a parte la logica dell'auto-proclamazione. L'associazione "Punto Rosso", ha dichiarato alla stampa: "la sua massima solidarieta' agli studenti in lotta a Torino contro la mercificazione e la privatizzazione delle universita', picchiati selvaggiamente a piu' riprese dalla polizia e tacciati dalla stampa di regine come black bloc o addirittura novelli terroristi". Tra le ragioni della protesta, una delle parole fondamentali è certamente stata la "mercificazione". Come dargli torto? Per il governo in carica il principale scopo dell'università è quello di formare-fornire manovalanza (intellettuale ?). O comunque di "essere utile alle aziende". Lo stesso concetto di ricerca disinteressata (oppure "utile alla collettivita" ) pare estraneo all'ideologia dell'attuale esecutivo. Fabio de Nardis, responsabile nazionale Università e Ricerca del Prc-Se, ed E. Forenza,della segreteria nazionale Prc-Se hanno affermato "Anche questa volta gli studenti e i ricercatori in movimento hanno dimostrato la loro vitalità insieme alla ferma opposizione al G8 University Summit di Torino. Sono stati tre giorni intensi di protesta ma anche di elaborazione e proposta politica. Rifondazione comunista ha partecipato alle giornate di controvertice con convinzione e in massa, offrendo il proprio contributo politico ed organizzativo alla lotta contro una università d’ elite ed asservita agli interessi privati delle imprese.Condanniamo con forza l’atteggiamento del Governo e delle forze dell’ordine che, attraverso dichiarazioni calunniose e azioni ingiustificatamente aggressive, hanno operato fin dal primo giorno con l’obiettivo di alzare il livello della tensione e reprimere lo spirito di vitalità e democrazia che questo movimento esprime." Ora, certamente l'ottimismo espresso nella prima parte di questo comunicato pare eccessivo, ma è difficile negare che il governo -non cercando nessuna forma di dialogo- non abbia fatto nulla per evitare che la situazione degenerasse nello scontro di piazza. Chiaramente i vari monologhi della Gelmini o di Brunetta, mostrano solo la loro assoluta ignoranza dell'interesse collettivo del paese, e il loro disprezzo per qualsiasi opinione contraria alla loro.
Fabrizio Cucchi, DEApress
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