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Bondi contestato a Bologna.

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La strage di Bologna è stata commemorata senza che la verità abbia avuto riscontro. Oggi sono passati ventinove anni da quella tragedia che ancora versa senza colpevoli. La procura di Bologna, allora, emise ventotto ordini di cattura nei confronti di militanti della estrema destra. Seguirono svariati depistaggi che furono coadiuvati dai vertici dei servizi segreti del SISMI. Successivamente le informazioni si susseguirono contraddittorie, furono prodotti dossier fasulli. Le cause giudiziarie durate anni interminabili, hanno dato modo di sviluppare numerose ipotesi e speculazioni politiche divergenti dai fatti processuali che hanno portato alle condanne definitive dei presunti esecutori materiali della strage.Attualmente questa strage fa parte di tutte le altre che sono ancora in attesa di risposta: la strage di Milano, quella di Capaci, l’omicidio Gallopoli, la strage di Ustica, quella dell’Italicus.Bologna, come per le altre città che hanno subito questi disastri, resta ancora umiliata nella sua integrità non potendo dare dei  nomi certi ai veri colpevoli. In piazza delle Medaglie d’Oro nel palco erano presenti le autorità di governo dove il ministro Bondi faceva il suo bel discorso senza dare quei riscontri  che i cittadini attendono dal 1980 ed anche per questo è stato contestato. Paolo Bolognesi – presidente dell’associazione dei parenti – non si dice d’accordo: secondo Bolognesi questi atteggiamenti danno una via di fuga al governo e si ricorderà di questo giorno solo per le contestazioni e non per il contenuto della commemorazione.Quando i cittadini bolognesi potranno ricordare di dare un nome e una ragione a quello che  accadde il 2 agosto 1980 e morirono 85 persone e ne rimasero ferite 200? Quando i cittadini bolognesi vedranno rispettato il loro diritto alla verità?Può un Ministro della Repubblica replicare alle legittime proteste affermando: “ - Quelli che hanno fischiato sono coloro non hanno rispetto del significato profondo di questa celebrazione che ha un significato in quantochè siamo tutti qui riuniti per difendere i valori della democrazia e per ricordare una pagina tragica e sanguinosa della nostra democrazia. E’ il segno che l’odio politico e ideologico è ancora così profondo nel nostro paese. -”?Quelli che hanno fischiato è gente stanca di aspettare risposte che non arrivano, è stanca di essere mortificata da false promesse e inutili dichiarazioni  vuote di sostanza e di sentimento. Quelli che hanno fischiato vogliono una risposta: per chi , per cosa i loro cari sono morti , vogliono giustizia. L’odio politico e ideologico non rientra in questo contesto. Un ministro della Repubblica deve saperlo. L'odio politico e ideologico, semmai, riguarda quella parte istituzionale che vorrebbe  togliere la pensione ai famigliari di queste tragedie. Questo vuol dire togliere rispetto al dolore. Questo vuol dire continuare a portare ancora altre umiliazioni.   

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 04 Agosto 2009 05:08 )  

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