La Cina non responsabile del clima.
Mercoledì 12 Agosto 2009 02:21
Riccardo Fratini
Ai tempi dell’Amministrazione Bush anche la Cina era ben contenta della politica americana riguardo le decisioni assunte inerenti al clima; Bush non ha mai voluto firmare il protocollo di Kyoto e ha sempre negato le continue pressioni a livello europeo per la riduzione di emissioni dei gas serra. Oggi con il cambio di timone della gestione americana, Barack Obama ha capovolto la situazione in materia di sicurezza climatica. La Cina è la maggiore produttrice di biossido di carbonio a livello mondiale e adesso si trova costretta a rivedere i suoi consumi. L’inquinamento atmosferico pechinese ha assunto proporzioni gigantesche tanto che il traffico automobilistico è diventato estremamente dannoso poiché si viaggia con un cielo perennemente grigio tanto è inquinato. Gli esponenti politici del Lontano Oriente rimandano, però, all’Occidente le responsabilità maggiori di questa realtà. L’industrializzazioe dell’Occidente ha sempre assunto dinamiche innovative nella civilizzazione del proprio benessere ma ha altresì fatto uso di fonti energetiche sempre più dannose per la salute del pianeta Terra: la deforestazione, l’utilizzo di carichi pericolosi che hanno fortemente inquinato i mari, la produzione di combustibili ad alto rischio ambientale.Secondo le Autorità politiche d’Oriente è prima di tutto dai Paesi occidentali che ci si deve attendere un cambio decisivo nelle scelte ambientali. E’ iniquo e indoveroso aspettarsi proprio dai paesi emergenti l’esempio di una migliore gestione per un mondo meno inquinato.Il concetto di contrastare i paesi meno abbietti per non perdere il benessere già acquisito dai paesi privilegiati, fa parte delle regole anti democratiche del capitalismo e rientra nel paradosso di una globalizzazione pensata ad hoc perché i ricchi siano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.