L'agenzia di stampa "Reuters" riporta che la Flc-Cgil ha indetto uno sciopero di un'ora, del personale scolastico, per il giorno 8 Ottobre. In piazza, nella stessa data, anche Unicobas e Rete degli studenti. Cisl e Uil invece manifesteranno il giorno dopo, causa: "i problemi dei diversi settori, tra cui anche la scuola", secondo le dichiarazioni, riprese dalla stessa fonte, del segretario generale di Cisl Scuola, Francesco Scrima. Per il 15 ottobre, i Cobas hanno indetto a loro volta uno sciopero generale della scuola ( docenti e il personale Ata) per tutta la giornata. Secondo Piero Bernocchi, portavoce nazionale di Cobas scuola: "Ci saranno manifestazioni territoriali in tutte le città ma non una manifestazione nazionale e con noi manifesteranno anche gli studenti. Abbiamo ricevuto le adesioni degli studenti di 'Senza tregua' e di varie strutture dei precari di Campania e Sicilia". Sono in programma anche varie proteste da parte dell' Udu (Unione degli universitari). Personalmente non posso che solidarizzare con queste proteste: l'attuale ministro dell'istruzione si è distinta per il suo tentativo di "purificazione chimica" del sistema scolastico italiano da tutto ciò che non sia utile alle imprese (ossia: ai "padroni del vapore"). Questo tentativo si inquadra perfettamente nell'ideologia della cosiddetta "meritocrazia". Immagino che il lettore o la lettrice, accolgano questa mia ultima affermazione con scetticismo. Breve riflessione: che cos'è il merito? La principale misura del merito, nella società attuale, ossia almeno dal 1700, è il guadagno materiale. La scuola deve incoraggiare il merito? La Gelmini, con facile tautologia (affermazione vera per definizione, quindi fondamentalmente priva di valore informativo), incoraggia solo ciò che porta soldi. Qui taciamo dal fatto che nella società attuale i soldi si accumulano invariabilmente nelle tasce dei soliti noti. Una scuola che esclude in partenza tutto ciò che non porta soldi è-a mio modesto parere- indegna di ogni società civile.
Fabrizio Cucchi, DEApress
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