Manifestazione nazionale della CES
La Confederazione Europea dei Sindacati ha indetto per il 29 settembre una manifestazione a Bruxelles, affiancata da manifestazioni nazionali organizzate dai sindacati membri nei diversi paesi Europei. Alla manifestazione europea aderiscono 50 organizzazioni sindacali in rappresentanza di 30 paesi.
Le organizzazioni sindacali scenderanno in piazza contro le misure di austerity adottate da molti paesi europei per far fronte alla crisi e per chiedere piani di sviluppo che favoriscano la crescita e la buona occupazione.
Secondo la CES i piani di austerity varati dai paesi europei, hanno aumentato pesantemente la disoccupazione (specialmente quella
giovanile), hanno spinto verso una ulteriore deregolamentazione del mercato del lavoro aumentando le disuguaglianze e l’esclusione
sociale. Per un’Europa che, invece, si vuole fare garante della qualità della vita dei propri cittadini sono necessari invece lavori
di qualità, stabili e con stipendi adeguati, il diritto all’educazione ed alla formazione per tutti ed un sistema di protezione sociale
universale unito a servizi pubblici di qualità.
Per questo i promotori della manifestazione chiedono l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie, azioni che promuovano lo
sviluppo di politiche industriali sostenibili e dinamiche basate su una crescita a basso impatto ambientale, un maggior coordinamento e
trasparenza sulle politiche fiscali per contrastare effetti di dumping tra i diversi paesi.
Per l'Italia la CGIL invierà a Bruxelles una delegazione composta da funzionari e delegati di diverse camere del lavoro e
contemporaneamente ha indetto una manifestazione a Roma; oltre ai temi dello sviluppo, della crescita, delle politiche industriali,
dell’occupazione e del welfare, una nota della Segreteria Nazionale annuncia che “tema fondamentale sarà anche la lotta alla precarietà con la mobilitazione nazionale di tutti i precari dei settori della conoscenza” dato che “la dissennata politica dei tagli sulle
fondamentali funzioni pubbliche, che ha come obiettivo finale quello della privatizzazione dei beni pubblici, si è abbattuta pesantemente
sul sistema dell’istruzione e della ricerca e sull’insieme dell’intervento pubblico”. CISL e UIL hanno aderito, non potendo fare altrimenti, all'iniziativa della CES ma non hanno organizzato alcuna iniziativa in Italia.
Leonardo Croatto - Corrispondente da Bruxelles
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