DEApress

Thursday
Nov 05th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Riprendiamoci la FIAT

E-mail Stampa PDF

In questi ultimi anni è capitato spesso che di situazioni apparse come svolta importante nella normativa e nella Costitizionalità di provvedimenti e di leggi dello Stato, importanti e necessarie per una reale politica riformistica i Governi d'ogni colore e forza, ci abbiano ammonito ed impaurito col richiamo a gruppi armati e Brigate rosse, per frenare od instaurare provvedimenti al limite dello Stato di Diritto.

 

Fantastiche BR, mentre quelle che stanno imperando e colpendo senza regola sono le nouvelles, ma antiche Brigate Verdi e nere, quali memorie viventi di uno squadrismo becero che sembrava eliminato e disperso dalla grande corrente della Storia. Invece i suoi brizzolati caporioni sono stati promossi quali ministri dello Stato

 

Nell'ambito dell' inchiesta successiva all'omicidio del giusvalorista di Bologna i sospetti sono stati da subito indirizzati verso  quella potente organizzazione residua, anonima e armata, clandestina ma presente nei territori,  declamata come brigate rosse, ed è stata arrestata una donna che viaggiava su di un treno locale delle FS;  la quale scoperta senza biglietto ha sparato al ferroviere di controllo e tentando di scappare sui monti del Valdarno è stata  raggiunta e  catturata prima che si involasse su di una bicicletta di fortuna (poca fortuna va detto ed anche poco organizzata).

 

Ci hanno successivamente informato che con quei colpi non é stato solamente ucciso un ferroviere ma sono stati colpi esplosivi che  hanno deciso oltre all'impoverimento dei salari, anche la creazione delle ronde locali patrocinate dalla Lega ex-nord, e dal Partito dell'amore fascista.

 

L' argomento lavoro e democrazia è materia difficile e così tutto questo intreccio trentennale posso tentare  di inquadrarlo nello sviluppo dei significanti gesti politici nati all'interno di questo Governo di destra e nella nuova Confindustria Italia (S.p.A.) e intanto accorgermi della politica "sovversiva" del Premier che è e rimane il proprietario della maggiore industria delle telcomunicazioni, televisiva mass-mediatica e bancaria, non che di annessi e connnesi internazionali e uno dei mayor azionario dei vari  Centri Commerciali e Immobiliari di questo Paese, il quale non ha fatto una piega, ma anzi ha plaudito l' iniziativa arbitraria dell' Amministratore Delegato della maggiore fabbrica di automobili italiana  il quale ha deciso di portare la FIAT fuori dall'Italia e cosa veramente preoccupante nessuno se ne lamenta, anche perché ci è stato fatto credere che le nuove fabbriche traslocheranno in Serbia e la Fiat cambierà logo e toponimo: da fabbrica italiana automobili torinesi, si chiamerà finalmente: Fabbrica Serba Automobilistica Belgrado; e anche gli operai verranno trasferiti in quel pezzetto di ex-Jugoslavia per la festa degli ex e per non perdere la Pubblicità Progresso, la quale non accetterebbe propagandare un prodotto italiano di eccellenza (come ama ripetere l'Equites Cordero di Montezmolo), che viene di fatto costruito di la dall'altra sponda dell'Adriatico. Ma si trova d'accordo nel montare i motori negli States e riportare il tutto in Corso Marconi al 23.

 

Mr. Marchionne sembra aver convinto anche gli operatori della Borsa, che visto la divisione dei padiglioni e delle Accomandite legate a quel progetto di fabbrica in movimento, ha fatto in fretta a lievitare azioni e privilegiate, e in questo modo si è aumentata la capacità liquidatoria supposta, mentre il calo delle vendite rimane reale e così facendo chi lo prende nel dietro sono ancora una volta ( ma va avanti da 100 anni ) le maestranze e gli operai di quelle fabbriche (in primis di Mirafiori e Pomigliano).

 

Ma non c'è da aver paura, ci viene  spesso ripetuto, perchè queste nuove manovre economico-salariali dette delocalizzazione, sono ormai roba vecchia di 10 anni e come hanno "fruttato" negli USA - dove a fronte di 100.000 nuovi disoccupati c'è stato un massiccio intervento statale  - tutti si dicono certi che succederà anche in Italia a breve e in Serbia nei prossimi 20 anni, per la stessa serie, anzi fuoriserie ormai targata Illinois, che naturalmente non è per tutti, ma solo per i nuovi imprenditori...i vecchi anche se giovani e cari, Agnelli Strasser von Taxis, appunto, che rimangono in sella da almeno un secolo sul vecchio puledro automobilistico italiano, finanziato con le rottamazioni annuali e i cassa-integrati scaricati sulle buste paga di tutti gli uomini e le donne di questo disastrato e silente Paese, così che non è eretico dire oramai: che tutte le fabbriche della FIAT appartengono ai lavoratori e tramite loro a tutto il popolo pagante....italiano.

 

Per cui si puo' tranquillamente affermare, anzi urlare che: se Marchionnme, il quale guadagna quanto 6500 operai di fabbrica, vuole andare altrove a fare i disastri qui annunciati, noi tutti possiamo rispondere in coro : vai, vai, ma vai via senza fabbriche, senza le maestranze e gli operai e naturalmente senza i capitali sociali, perché da tempo è tutta roba del lavoro italiano, e siamo certi che solo ri-occupando le fabbriche, questo antico e vecchio ( per modelli e mengemet)  sito industriale saprà risollevarsi e crescere, svilupparsi ed aumentare le vendite dei modelli vecchi e nuovi presenti nelle aree di vendita e magazzino.

 

Sono sicuro che  giovani e vecchi lavoratori della FIAT saprebbero riorganizzare ed innovare il proprio lavoro per una nuova politica industriale e per una nuova ricchezza sociale; ben comprendendo  che da sempre chi lavora sa più cose di quanti invece parlano e sparlano senza aver mai provato i turni e la catena di montaggio, le colonie estive per i bambini e non ha mai abitato nelle case costruite apposta per i dipendenti ( come da antica tradizione Giapponese, mai instaurata nel nostro Paese perché vissuta pericolosamente )

 

Ma so bene che sto dicendo di aspetti quali la FIAT non conosce e non è mai riuscita ad organizzare, per uno sviluppo imprenditoriale che comprendesse in forme paritetiche maestranze e operai, menagement e indotto, che oggi appare svuotato di idee e di creatività. Sono anni che la fabbrica si affida alle 500 per mantenersi a questi ritmi e livelli, molto bassi e poco competitivi, costringendo i lavoratori a sacrifici e a turni di lavoro sempre meno sicuri e mal pagati.

 

Le ultime mosse del Marchionne di turno in realtà oltre alla fuga della proprietà negli USA sono il tentativo di svuotare e colpire i Diritti Costituzionali presenti e conquistati nelle fabbriche, mediante lotte decennali in difesa del posto di lavoro e di una miglioria nei turni di lavoro, e nell'organizzazione fordista, che creò la catena di montaggio, all'oggi ancora massacrante ed alienante.  Lotte e conquiste difficili iniziate verso la fine degli anni '60 del secolo scorso.

Lotte che oggi vengono frettolosamente archiviate da una classe dirigente industriale (il vecio capitalismo) il quale vuole  distruggere e abolire con la complicità di una classe dirigente politica, quanto è stato raggiunto.

 

Sono le vecchie forze sociali conservatriici le quali tutte assieme stanno  intervenendo nel lavoro, nella scuola, nella libertà di stampa, sul tema dei diritti civili e l'immigrazione, contro quei temi sociali e di convivenza civile che nella trasformazione globale che sta avvenendo in tutto il Mondo, sono, sarebbero la piccola grande garanzia dell'uomo contemporaneo in questo inizio di millennio e in questo Continente, che spesso e volentieri viene chiamato impropriamente Occidente e Civiltà occidentale.

 

Le dinamiche tutte interne agli antichi forzieri, della secolare classe sociale detentrice delle maggiori ricchezze individuali e di classe, sono di repressione e di retroguardia e con l'instaurare e mantenere Governi nazionalisti e territoriali, stanno colpendo al cuore tutte le rivendicazioni e le conquiste civili ottenute in anni di lotta dai lavoratori e dagli studenti che una volta si sono ritrovati  uniti nell'impegno e nelle lotte.

La politica del reggitore FIAT, amministratore delegato che dovrebbe sviluppare il benessere della fabbrica in tutti i suoi componenti , ci riporta a quei sentimenti di lotta che sovraintendono al benessere individuale, ciivile e generale della nazione.

 

walter maccari - www.nuovaresistenza.org

 

Share

 

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Sara Bonafè . 04 Novembre 2026
Barbara Kopple nasce a New York il 30 luglio del 1946. Dedica la sua carriera alla regia e alla produzione di film intensi e di grande impatto emotivo. Incentra i suoi lavori su questioni politiche e sociali tra cui i diritti dei lavoratori e la l...
simone fierucci . 04 Novembre 2026
  Il rapporto Global Witness denuncia la violenza contro le comunità indigene e contadine che difendono i propri territori dall’accaparramento e dallo sfruttamento delle risorse. Dal 2012 sono 2.375 le vittime documentate, soprattutto in Amer...
Silvio Terenzi . 03 Novembre 2026
Luca Cipolla"71" L’idea più fertile di “71” sta forse nella sua rinuncia alla mera perfezione estetica. Luca Cipolla non cerca una lingua uniforme né una costruzione poetica che cancelli le proprie fratture, non dribla le venature del linguaggio...
DEAPRESS . 03 Novembre 2026
IN MEMORIA DI TITO FAZŹINI PIONIERE  DI FISICA SPERIMENTALE ALL'UNIVERSITA' E AL CERN   Articolo di Cristina Fontanelli E' scomparso all'eta' di centocinque anni Tito Fazzini, illustre scienziato italiano del Secolo Breve che fino ...
Silvio Terenzi . 02 Novembre 2026
Sandro Storri “L’Italia al contrario: riflessioni su unademocrazia incompiuta" Sandro Storri costruisce “L’Italia al contrario” e ci riesce attorno a una domanda tanto semplice quanto scomoda: basta chiamarsi democrazia per esserlo davvero? I...
Antonio Desideri . 31 Ottobre 2026
Il venerdì pomeriggio a France Odéon brilla dei riflessi incrociati di due strepitose prove d’attrice, un binomio che non si pianifica a tavolino (o forse è proprio quello il “mestiere” di dirigere un festival?, gigioneggia Francesco Ranieri Martinot...
simone fierucci . 30 Ottobre 2026
simone fierucci . 30 Ottobre 2026
Una delle poetesse turche più prolifiche e originali della sua generazione, Nilay Özer ci parla del suo rapporto con il processo creativo, il femminismo nel suo paese, il ruolo degli intellettuali nella Turchia di oggi e i suoi riferimenti poetici,...
simone fierucci . 30 Ottobre 2026
Sconcertato dalla decisione del tribunale di ridimensionare la sentenza, già considerata blanda, contro chi lo ha minacciato di morte, Boris Pejović, fotoreporter del quotidiano Vijesti di Podgorica, ha compiuto un gesto che ha sorpreso molti: si è...

Galleria DEA su YouTube