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"Coveri Story" a Prato

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Un viaggio nell’universo cromatico di Enrico Coveri

I colori si accendono, riempiono lo spazio, creano giochi di luci ed ombre; il luccichio delle paiettes conquista la nostra vista, la fluttuosità delle linee del corpo e la morbidezza degli abiti ci conduce nella vivacità cromatica dello stile di Enrico Coveri.

È così che ci apprestiamo ad entrare nel mondo dello stilista pratese, ad essere partecipi di quel suo sogno coltivato fin dalla gioventù e che a sessant’anni dalla sua nascita continua a mantenersi vivo nonostante la sua precoce scomparsa nel 1990.

Collezione primavera estate '88 (Bill King)

“Coveri Story. Da Prato al Made in Italy” è la mostra curata da Martina Corgnati, Luigi Salvioli, Ugo Volli, inaugurata lo scorso 23 ottobre all’Auditorium Camera di Commercio di Prato e visitabile fino al prossimo 18 gennaio.  Un omaggio sincero alla creatività autentica di Enrico Coveri, alle sue creazioni, all’artisticità pop dei suoi abiti.

Nato a Prato nel 1952 a soli ventun anni organizza la sua prima sfilata catturando l’attenzione del panorama della moda fiorentina che si appresta ad accogliere lo spirito estroso e solare di Enrico Coveri e l’originalità dei suoi abiti.

Non solo un nuovo modo di creare ma un nuovo modo di leggere ed interpretare la moda in un momento, quello degli anni ’70, di crisi economica e sociale. Artigianalitá e industria, due mondi diversi che proprio a Prato, forte della sua tradizione manifatturiera tessile, trovano il terreno per compenetrarsi dando vita ad una concezione della moda intesa come fenomeno di massa, sociale, che coinvolge e include. Un fenomeno innovativo che intende sconfiggere la crisi e che ben presto oltrepasserà i confini italiani per raggiungere Parigi nel 1977, anno della prima collezione Donna firmata Coveri e del trionfo internazionale della maison.

Collezione primavera estate '86 (Bill King)

Un progetto a 360’ che si propone al pubblico, che lo avvicina a sé come trascinato da una forza attrattiva quale era la personalità di Enrico Coveri, intraprendente, solare, cordiale, amante della mondanità, un grande talento che ha fatto dell’impatto comunicativo la sua forza invasiva consegnandoci una moda “cordiale”, pensata e plasmata per essere portata, indossata da tutta la famiglia.

Un autentico stile di vita che si propone di soddisfare ogni momento della giornata dall’ufficio con morbidi trench e completi mai banali, alla passeggiata nel parco con colori sgargianti e fantasie floreali, alla sera ammaliata dalla luccicante cascata di paiettes meticolosamente cucite sul tessuto che avvolgono il corpo sinuoso di una donna nell’espressione di una femminilità mai volgare.

Quella di Enrico Coveri è una grande prova di artigianalità, una continua sfida all’innovazione, un nuovo modo di fare la moda; non a caso le campagne pubblicitarie della maison pratese sono un’ondata travolgente di colore e movimento: i corpi giovani e freschi delle sue modelle si muovono su di uno sfondo bianco lasciando scie di colori vivaci. Niente è casuale e l’impatto comunicativo è assicurato; per lui hanno prestato i loro obiettivi alcuni dei più importanti fotografi italiani e internazionali come Bill King, Oliviero Toscani, Francois Lami. La fotografia si affianca e si fonde con l’arte ed ecco che Andy Warhol, amico di Coveri conosciuto negli ambienti newyorkesi, cura personalmente il marchio aziendale e realizza per lo stilista alcuni ritratti in pieno stile pop.

Collezione autunno inverno '88 '89 (Bill King)

L’incessante dialogo con l’arte si rinnova nel 1988 in occasione dei primi dieci anni della maison Coveri celebrati con la partecipazione di noti artisti italiani esponenti della pop-art chiamati a reinterpretare il marchio in opere uniche. Perché l’arte accompagna la moda di Coveri, contamina le sue creazioni e si ispira ad essa: il suo urlo di Munch è un’esplosione di colori caldi, il cubismo picassiano si trasferisce sugli abiti, le silhouettes di  Keith Haring seguono i movimenti del corpo.

Una filosofia di vita che si mostra nella sua solarità e semplicità, che vuole essere sperimentata che ci chiama a sé e contagia ciò che ci circonda, lo spazio che abitiamo quotidianamente. Un allestimento senza pretese, leggero ma assolutamente efficace, che sorprende per i suoi colori, la sua struttura aperta quasi a volerci lasciare entrare: una scalinata rivestita in tessuto stampato rosa shocking ci conduce nella moda di Coveri, abiti costellati di paiettes sono sospesi in aria, il luccichio di una parete interamente paiettata ci invita a seguire quel movimento, quel senso di reale che ritroviamo nelle sue creazioni morbide e mai scontate: “la maglia è il mio elemento, grazie alla sua duttilità si presta ad essere variata e rinnovata all’infinito”.

Così Coveri ci svela tutto il suo talento innovatore, un anticonformismo leale, avveniristico che si esprime nei colori, nelle forme, nelle combinazioni cromatiche di uno stile unico, giocoso e  genuino come la sua personalità.

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