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PONTORMO e ROSSO Fiorentino: divergenti vie della "maniera"

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PONTORMO E ROSSO FIORENTINO divergenti vie della “maniera”

Dall’8 marzo al 20 luglio Palazzo Strozzi celebra i due massimi protagonisti della “maniera moderna”, con l’esposizione Pontormo e Rosso Fiorentino divergenti vie della “maniera”.

I curatori – Antonio Natali e Carlo Falciani - intendono anche far presente al grande pubblico le nuove ricerche filologiche, storiche e iconologiche condotte sui due artisti dal 1956, data in cui Palazzo Strozzi ha ospitato la Mostra del Pontormo e del primo manierismo fiorentino, con l’intento di dare nuova consapevolezza delle ragioni che guidarono i due protagonisti della pittura italiana del Cinquecento.

Pontormo e Rosso Fiorentino, i due artisti considerati “gemelli diversi”, nati a pochi chilometri di distanza e nello stesso anno 1494, formatisi all’arte nella stessa bottega fiorentina di Andrea del Sarto, hanno comunque mantenuto entrambi una forte indipendenza e una grande libertà espressiva diversa anche dal grande maestro.

La mostra si dipana partendo proprio dal Chiostrino dei voti all’Annunziata, dove è possibile toccare con mano le “divergenti vie della maniera” nei due affreschi che gli artisti ebbero a creare, appena ventenni: la Visitazione, il Pontormo , l’Assunzione il Rosso e il Viaggio dei magi di Andrea del Sarto.

Sono 10 le sezioni che permettono cronologicamente di seguire i due artisti nei loro diversi percorsi, dall’accostamento della Madonna in trono e santi del Pontormo della chiesa di San Michele Visdomini alla Pala di Santa maria Nuova del Rosso, alla sezione dedicata ai ritratti e ai disegni.

Un commento particolare è doveroso per la campagna di importanti restauri che si è potuta realizzare con questa esposizione, come è accaduto per la Visitazione di Carmignano del Pontormo.

Il restauratore Daniele Rossi ha potuto far “rivivere dell’antico splendore” l’opera, che ha svelato particolari nascosti da tanti precedenti restauri: un ricciolo biondo che ci fa capire la lunghezza dei capelli di Maria, una donna che si affaccia alla finestra e un panno bianco cade dal davanzale, la testa di un piccolo asino che si affaccia dietro l’angolo del palazzo, mentre i due avventori, come “manichini mascherati” conversano sulla panca…. e poi i colori: l’azzurro del cielo, le nuvole bianche e il colore delle facciate dei palazzi che avevano toni grigi e freddi, erano in realtà bagnate dalla luce di Firenze.

Una mostra unica e difficilmente ripetibile in quanto molte opere vengono direttamente dai Musei fiorentini ed è quindi molto difficile che in una città che non sia Firenze, sia possibile trasferire un numero così alto di dipinti.

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