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RECUPERATE DUE IMPORTANTI OPERE DI GHIRLANDAIO E ARCANGELO DEL SELLAIO

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C O M U N I C A T O   S T A M P A

Ghirlandaio e Arcangelo del Sellaio:

il recupero di due opereimportanti

È stato presentato questa mattina, nella Sala del Colosso della Galleria dell’Accademia, il recupero di due importanti tavole dipinte del XV secolo. Si tratta di Santo Stefano tra i Santi Giacomo maggiore e Pietro di Domenico Ghirlandaio e della Pietà e i santi Giacomo, Michele Arcangelo e Maria Maddalena di Arcangelo di Jacopo del Sellaio.

Alla presentazione hanno presenziato Cristina Acidini (Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze), Angelo Tartuferi (Direttore della Galleria dell’Accademia), Nicoletta Pons (specialista di pittura toscana del ‘400) e le restauratrici Muriel Vervat e Manola Bernini.

“Con la presentazione dei due dipinti quattrocenteschi recuperati dal restauro - ha detto il Soprintendente Acidini -, la Galleria dell’Accademia conferma la puntualità e la sollecitudine della tutela esercitata al proprio interno nei confronti delle raccolte pittoriche, che fanno di questo museo uno dei punti di riferimento principali per lo studio e la fruizione dell’arte dai ‘Primitivi’ fino al Rinascimento inoltrato. Il duplice intervento è esemplare anche per quanto attiene il sostegno finanziario, in cui sono compresenti risorse italiane pubbliche e risorse straniere private, a conferma della capacità d’attrazione esercitata dai nostri beni culturali”.

“’Non solo mostre’ alla Galleria dell’Accademia, viene spontaneo affermare - ha aggiunto il Direttore Tartuferi - presentando questi due importanti interventi di restauro eseguiti, rispettivamente, da Muriel Vervat su Santo Stefano, Giacomo maggiore e Pietro, capolavoro autentico della fase estrema di Domenico Ghirlandaio, e da Manola Bernini sulla Pietà e i santi Giacomo, Michele Arcangelo e Maria Maddalena di Arcangelo di Jacopo del Sellaio. Il restauro del Ghirlandaio è stato reso possibile grazie al Comitato organizzativo della mostra ‘Arte a Firenze da Botticelli a Bronzino: verso una maniera moderna’ che si svolgerà al Metropolitan Museum of Art a Tokyo (11 ottobre-14 dicembre 2014), mentre quello sulla tavola del figlio di Jacopo del Sellaio si deve a fondi ministeriali”.

Da segnalare che la presentazione del doppio restauro ha coinciso con quella del relativo pieghevole pubblicato da Sillabe dal titolo Il Luogo del David – Pieghevoli, n. 2. Due restauri: Domenico Ghirlandaio e Arcangelo di Jacopo del Sellaio, attraverso cui viene data visibilità alle molteplici attività della Galleria che altrimenti rischierebbero di restare ingiustamente confinate dietro le quinte, e valorizzato ulteriormente un altro segmento dell’importante patrimonio del museo fiorentino.

I Tre santi di Domenico Ghirlandaio

Il dipinto proviene dalla chiesa di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi, in Borgo Pinti, e fu commissionato da Stefano di Pietro di Jacopo Boni per la sua cappella costruita nel 1493, la quarta sulla destra entrando nell’edificio: i santi raffigurati richiamano, infatti, i nomi del committente, del padre Pietro e del nonno Jacopo. Il primo restauro documentato risale al 1865, quando l’opera, che si trovava nella chiesa di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi, venne trasferita alla Galleria degli Uffizi. I documenti riportano la notizia della rimozione di una pesante ridipintura, che aveva trasformato santo Stefano in un san Girolamo. L’intervento di pulitura è risultato complesso perché il colore originale era reso opaco da uno strato compatto di colla e vernice fortemente invecchiato, che aveva assunto una colorazione grigio scuro. Dopo la pulitura e il consolidamento del colore si sono ristuccate le parti mancanti con stucco di gesso e colla animale. Si è quindi proceduto a una prima verniciatura a pennello con vernice mastice sciolta in trementina. Le rifiniture e le piccole reintegrazioni sono state realizzate con colori a vernice e, a lavoro concluso, si è effettuata una seconda verniciatura con la stessa vernice nebulizzata.

La Pietà e santi di Arcangelo di Jacopo del Sellaio

La tavola proviene dalla chiesa di San Jacopo Soprarno o de’ Barbetti, dove ornava in origine la cappella di San Francesco, di patronato della famiglia Ermini. Francesco di Jacopo di Michele Ermini, infatti, nel 1491 fonda la cappella intitolata al santo protettore, cappella che, secondo la dichiarazione catastale (Decima), nel 1498 risulta già edificata e officiata. La tavola, che presenta i santi patroni degli stretti congiunti del committente (Jacopo, Francesco e Michele), rivela la mano di Arcangelo del Sellaio, figlio del più noto Jacopo, presso il quale verosimilmente svolse il suo tirocinio e del quale seguì le orme stilistiche. Il dipinto non aveva evidenti problemi conservativi dello strato pittorico: si è deciso perciò di conservare questo intervento in modo da non modificare l’equilibrio ottenuto dal supporto. Dopo la pulitura sono emerse zone maggiormente danneggiate, già evidenziate da un’osservazione ai raggi infrarossi. Le integrazioni delle lacune sono state eseguite a velature nel caso di quelle più contenute e col metodo della selezione nella parte bassa, dov’erano quelle più estese.

 

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