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MUSEO ARCHEOLOGICO - PICCOLI GRANDI BRONZI

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Piccoli Grandi Bronzi. Capolavori greci, etruschi e romani delle collezioni mediceo-lorenesi

20 marzo – 21 giugno 2015

Firenze, Museo Archeologico Nazionale - La mostra Piccoli Grandi Bronzi proporrà al pubblico parte della straordinaria collezione di statuette bronzee raccolte nel corso di circa tre secoli dalle dinastie medicea e lorenese e oggi conservate al Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Attraverso oltre 170 reperti, di dimensioni comprese tra 10 e 60 centimetri, molti dei quali di straordinaria qualità e non di rado anche di profondo significato storico, il visitatore verrà condotto in un percorso artistico, mitologico e iconografico. L’esposizione metterà anche in luce come le dinastie Medici e Lorena raccolsero queste opere preziosissime, consentendo di ripercorrere la storia del collezionismo e del gusto dal Quattrocento al Settecento.

L’esposizione nasce dall’interesse e dalla suggestione che i piccoli bronzi antichi, molto spesso repliche in miniatura di grandi sculture in bronzo, possano conservare ancora intatte le accurate fattezze, tramandando il fascino di capolavori ormai perduti.

La mostra corre parallela a quella in corso a Palazzo Strozzi, Potere e pathos. Bronzi del mondo ellenistico e ne costituisce un pendant, come un gioco di specchi e di ombre cinesi.

Gli oltre 170 reperti in mostra, fra bronzetti, cammei, monete, piccole sculture in marmo, in avorio e in terracotta, sono soprattutto di epoca romana, ma anche etrusca e ellenistica.

L’esposizione prevede tre sezioni principali: il Collezionismo, in cui si affronta il tema della riscoperta – a partire dal Cinquecento – dei piccoli bronzi antichi e di come questi sono stati oggetto di particolare interesse da parte degli amanti dell’arte antica.

La seconda sezione intitolata la Varietà tematica, vuole fornire al visitatore alcune chiavi di lettura per ricontestualizzare i piccoli bronzi nel loro ambito di provenienza e comprendere le funzioni e il significato che rivestivano nel mondo antico.

Non di rado i piccoli bronzi erano riproduzioni di opere celebri e spesso venivano esposti nelle case private, alloggiati nelle piccole edicole ad uso personale, oppure nei santuari e vendute nelle botteghe limitrofe a aree religiose in cui gli artigiani  riproducevano grandi sculture oggetto di culto, di venerazione e di affezione.

La terza sezione della mostra, i Contesti dei bronzetti, spiega la ricchezza del mondo figurativo riflesso nella piccola bronzistica, dalle storie romantiche a storie a volte crudeli degli dei e degli eroi, all’ostentazione del potere dei sovrani, ma anche a tanti volti dell’umanità.

Il punto di vista iconografico costituirà il fil rouge dei vari settori della mostra e ad alcune raffigurazioni saranno affiancate raffinate gemme, cammei, avori e rarissime monete (come quella, rarissima – e praticamente unica per il perfetto stato di conservazione – che raffigura la statua di Zeus a Olimpia, una delle sette meraviglie del mondo, opera di Fidia) restituiscono in altri materiali, ben più preziosi e cromaticamente più efficaci, l’immagine che gli antichi si creavano dei loro dei antropomorfi.

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