IL NUOVO MUSEO DELL'OPERA DEL DUOMO DI FIRENZE RIAPRE LE SUE PORTE
Un patrimonio di inestimabile valore che torna a risplendere.
Secoli di arte, storia e cultura nel nuovo e spettacolare Museo.
Il nuovo Museo dell'Opera del Duomo di Firenze è un concentrato di arte, fede e storia, un luogo unico al mondo che, a partire dal 29 ottobre 2015, sarà nuovamente accessibile al grande pubblico e tornerà ad essere un punto di riferimento per l'arte medievale e rinascimentale.
Un'aura di sacralità si respira percorrendo le immense sale che oggi conservano la maggiore collezione al mondo di scultura sacra fiorentina. Gli architetti Adolfo Natalini, Piero Guicciardini e Marco Magni, incaricati della grande opera di restauro del nuovo Museo, hanno dato vita ad un progetto imponente per l'ampliamento dello spazio espositivo, che è passato da 2.400 mq a circa 6.000 mq. Si è scelto di impiegare le sale dell'ex Teatro degli Intrepidi, chiuso nel 1914, e di cercare nuovi spazi interstiziali per creare una galleria praticamente invisibile tra il Teatro e gli altri edifici. Il nuovo Museo dell'Opera del Duomo conserva la memoria del gran vuoto del Teatro degli Intrepidi, trasformandolo in uno spazio illuminato dall'alto, in cui far convivere le architetture con le opere che le adornavano. Nelle sale, infatti, le opere d'arte ritrovano la stessa luce e le stesse posizioni per le quali erano state anticamente pensate.
Senza eguali è la Sala del Paradiso che, su un lato, ospita la ricostruzione a grandezza naturale dell'antica facciata del Duomo di Firenze di Arnolfo di Cambio, realizzata con membrature architettoniche in resina caricata con polveri di marmo su struttura metallica: una vera e propria evocazione e non una ricostruzione. Sul lato opposto il visitatore ritroverà le tre porte bronzee del Battistero, tra cui la Porta Nord appena restaurata e visibile per la prima volta. Seguendo il percorso è possibile raggiungere due delle opere principali di questa collezione: la Maddalena di Donatello e la Pietà di Michelangelo allestite in linea con la collocazione originaria immaginata dagli artisti. Ai piani superiori sono state ricostruite due gallerie che si affacciano sulla sala maggiore e che contengono le opere del Campanile di Giotto, le Cantorie, l'Altare d'argento e i modelli per la facciata della Cattedrale.
Tutti i capolavori dei grandi maestri Arnolfo, Ghiberti, Donatello, Luca della Robbia, Antonio Pollaiolo, Verrocchio e Michelangelo, hanno trovato una nuova perfetta ubicazione, secondo il progetto del direttore artistico Timothy Verdon, e costituiscono uno straordinario racconto delle vicende sacre e profane legate al complesso monumentale costituito da Battistero, Cattedrale, Cupola e Campanile.
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