Tesoro dei Granduchi, Palazzo Pitti, Firenze – dal 7 novembre al 28 gennaio 2018

Giovan Battista Foggini (Firenze 1652-1725)
Cardinale Leopoldo de’ Medici
1697
Firenze, Gallerie degli Uffizi, Corridoio Vasariano
CIVITA
Le Gallerie degli Uffizi dedicano un’esposizione all’enciclopedica figura che ha rappresentato Leopoldo de’ Medici, in occasione del quarto centenario della sua nascita, con lo scopo di presentare al pubblico esempi significativi del suo gusto nei diversi campi in cui esercitò la sua azione di conoscitore. Divenuto cardinale all’età di cinquant’anni, Leopoldo de’ Medici (Firenze, 1617 – 1675) spicca nel panorama del collezionismo europeo per la vastità dei suoi interessi e la varietà delle opere raccolte. Servendosi di abilissimi agenti e consiglieri come Ottavio Falconieri, Leonardo Agostini, Pietro da Cortona, Gian Lorenzo Bernini ed Ercole Ferrata radunò, nel corso della sua vita, esemplari eccellenti e raffinati nei più diversi ambiti: sculture antiche e moderne, monete, medaglie, cammei, dipinti, disegni e incisioni, avori, oggetti preziosi e in pietre dure, ritratti di piccolo e grande formato, libri, strumenti scientifici e rarità naturali.
«Uno dei più voraci collezionisti non solo nella storia di Firenze e dei Medici, ma d'Europa, il Cardinale era dominato da una passione totale per l'arte. Lo guidava negli acquisti la sua genialità visionaria, che lo portò ad esplorare - e ad accaparrarsi - interi nuovi continenti nella materia collezionistica, e a disporne con finissimo intuito museologico. Si deve a lui, ad esempio, il primo nucleo della raccolta degli autoritratti, ancor oggi unica al mondo per genere e ampiezza» (Eike D. Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi).
Curata da Valentina Conticelli, Riccardo Gennaioli e Maria Sframeli la, mostra, ospitata nelle prestigiose sale di rappresentanza del Tesoro dei Granduchi, vuole evocare lo sfarzo delle stanze del Cardinale dove i quadri di Tiziano, Pontormo, Botticelli, Parmigianino, Veronese, Bassano, Correggio si stagliavano sul fondo rosso delle pareti rivestite di taffetà nel fulgore delle loro cornici dorate, disegnate da artisti di chiara fama, quali Pietro da Cortona o Ciro Ferri. Ricordiamo infatti che una stanza intera dell'appartamento di Leopoldo era dedicata agli autoritratti dei pittori più famosi e che la sua imponente raccolta di disegni perseguita con l’aiuto dell’esperto Filippo Baldinucci, costituì il nucleo primigenio del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi.
Vicino alla scuola galileiana, il Principe fu, insieme al fratello Ferdinando II, promotore dell’Accademia del Cimento (1657 – 1667), diretta espressione dell’atteggiamento sperimentalista che fiorì nella corte medicea pochi anni dopo la morte di Galileo Galilei. Nella collezione del Cardinale diversi erano gli strumenti appartenuti al grande scienziato, identificati in questa occasione nelle raccolte del Museo Galileo di Firenze.
L’esposizione mostra numerose pitture, sculture e miniature che raffigurano Leopoldo nel trascorrere del tempo, dal poco noto quadro del castello di Konopište di Giusto Suttermans, che lo mostra bambino, vestito alla polacca a cavallo di un destriero parato a festa, alle immagini di pittura e scultura che lo ritraggono nella sua nuova veste cardinalizia (dal 1667).
La collezione di Leopoldo denota anche una grande abilità nella precoce visione del futuro impianto: acquisti che a volte sono stati segnati da lunghe e articolate contrattazioni, ma sempre nel rigore di una precisa prassi e che ancora oggi resistono al tempo, in grado di affascinare.

Giusto Suttermans
(Anversa 1597 – Firenze 1681)
Leopoldo de’ Medici bambino a cavallo
1624-1625 circa
olio su tela
Benešov (Boemia centrale), Castello di Konopiště,
Civita
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