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In Sudan: tra Dinka e Shilluk

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Viaggio in Sudan - tra Shilluk e Dinka di Silvana Grippi e Fabio Fontanelli nel 1986

Da quel viaggio in Sudan ho tratto una forza irresistibile ed un amore per popoli minori. Avevo scritto un articolo corredato di foto. Non avevo fatto in tempo a fotocopiarlo e avevo metto l'originale alla Mostra di Inauguarazione. Purtroppo il Catalogo fu portato via nello stesso giorno ma ho sempre le diapositive originalie e da quel giorno mi ripropongo di scrivere su quella esperienza. Intanto vi allego per conoscenza questo scritto tratto da Internet.

 

SHILLUH

Gli Shilluk sono un gruppo tribale che vive nel centro e nel sud del Sudan,  tra loro si chiamano "Chollo". Vivono di allevamento bovino e di un pò di agricoltura. L'allevamento dei bovini fa parte integrante della vita del villaggio tanto che nessuno si sognerebbe di sposarsi senza aver prima acquistato un numero sufficiente di mucche da consegnare alla famiglia della sposa,continuando così un'usanza che si tramanda da secoli; l'agricoltura è miserrima a causa delle siccità e delle grandi pioggie mentre in alcuni piccoli villaggi adottano ancora la caccia e dove ci sono i fiumi o il mare anche la pesca.
La struttura societaria è complessa in quanto organizzata in clan che si accampano insieme formando dei aglomerati o grandi villaggi con capanne di forma conica nei quali il capo viene eletto. C'è anche un re (secondo alcuni il Regno Shilluk è tra i più antichi oggi ancora vivi in Africa), che trasmette il potere ereditario ai suoi figli e rappresenta l'intero popolo Shilluk,con un classico sistema dinastico. Il re oltre ad essere (sciamano) giudice e guaritore è anche in contatto con gli spiriti così da poter essere una rappresentazione divina nonché giudice supremo. I concetti societari primari hanno una base animista spontenea  anche se parte della popolazione ha abbracciato il cristianesimo (sono presenti sia cattolici che protestanti) per differenziarsi dai  musulmani che detengono il potere e vivono in zone ad alta densità urbana .

Esempio di scarificazione della pelle - Shilluk


Gli Shilluk sono conosciuti anche per le scarificazioni della pelle, poiché per loro "la pelle liscia si adatta solo ai bambini", che per le loro usanze vengono quasi venerati: infatti ritengono che in essi sia rappresentata nel modo più esplicito la forza archetipica della natura.
La zona dove vivono è ancora zona di conflitto. Molti Shilluk sono stati costretti ad abbandonare le loro terre, dando luogo a scene di inesplicabile tragedia umana. Attaccati al proprio luogo d'origine, pur essendo di cultura seminomade. Anche se hanno provato ad opporsi ai soprusi e orribili fatti di sangue, per proteggere la propria terra e propria patria; ma la loro ribellione viene da sempre repressa.

DINKA

I Dinka sono uno dei gruppi etnici più importanti e conosciuti dell’Africa, che vivono sulle rive del Nilo Bianco, hanno subito una trasformazione culturale ed ora vivono in piccoli villaggi e sono tutti sedentari.

Uno stregone Dinka.


Allevatori per tradizione, nutrono un amore smisurato per le loro mucche dalle grandi corna. Fanno i pastori fin da bambini e alla nascita vengono chiamati come il bue preferito dal padre o con il nome di un bovino che abbia una relazione logica con il neonato. Il bestiame fornisce loro la sopravvivenza sotto forma di latticini, sangue e in via eccezionale con la carne, ma solo durante cerimonie importanti o nei periodi di forti carestie. Nella quotidianità tutto è in relazione con l’animale. I Dinka dormono in mezzo alla mandria, si lavano con l’urina, soffiano nella vagina delle mucche per favorire la fertilità e si puliscono i denti con la cenere dello sterco. Perfino nelle danze, con i movimenti delle braccia, mimano le lunghe corna che mediante una particolare tecnica utilizzata anche dai Nuer, riescono a piegare modificandone le dimensioni! La popolazione Dinka ha come caratteristica l'altezza e sono neri come l’ebano. Le terre in cui  vagano  hanno un ruolo importante per la loro sopravvivenza e attraversano un territorio esteso tra il Nilo Bianco e i suoi 2 affluenti, il Bahr el Ghazal a occidente e il Sobat a oriente, fra i distretti di Wau e Bor. Gran parte di quest’area s’identifica nel Sudd, un’immensa piana alluvionale di 400 mila kmq. Non una collina né un’altura a delimitare la monotonia del territorio. E’ il bacino d’esondazione del Nilo Bianco. All’inizio della stagione delle piogge (fra maggio e giugno) la terra sembra sparire e i Dinka sono costretti a spostarsi su piattaforme elevate (wut) prodotte artificialmente dai detriti e dallo sterco accumulati nel tempo. Le acque bloccano la pastorizia, impedendo qualsiasi movimento agli animali e agli uomini. Per sopravvivere in questo periodo, coltivano la durra, una specie di graminacea simile al miglio, in piccoli appezzamenti di terreno. Quando smette di piovere si spostano in altre zone più ricche di pascolo, stabilendosi nelle savane arboree (tuoch) per sfruttare al meglio il territorio. Anticamente non usavano vestiti, cospargendosi il corpo con la cenere dello sterco dei bovini.

Fonte Internet

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 27 Agosto 2012 13:16 )  

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