Diego Esposito
"È più comodo se dormi da me"

Ci sono dischi a cui non chiedi la rivoluzione ne tantomeno chiedi di poter rappresentare il cambiamento. Ci sono opere che devi lasciar decantare come si fa con i vini pregiati…che da quando esiste l’uomo probabilmente esiste anche il vino. Eppure i vini non sono tutti uguali. Ma vallo a spiegare a chi non ha un palato fine. Ebbene, seguendo questa metafora, direi che l’esordio di Diego Esposito è come una vino, come tanti. Ma è il vino di Diego Esposito e non di altri. E a quanto pare, la cantina di riferimento ci ha messo tanto mestiere e cura nei particolari per tirar fuori qualcosa che regge il confronto e, per molta parte, lo vince con estrema efficacia. Voce e suono a questo “È più comodo se dormi da me”. Un lavoro bellissimo, di bellissimo pop d’autore, con suoni caldi e ben cesellati, una produzione assolutamente di livello, coerente e pulita. E poi la voce del nostro cantautore, giovane sicuramente, graffiata e leggera allo stesso tempo, intonata e priva di sovrastrutture. Testi della sua età, testi che non cercano le rime smielate, testi che sono efficaci nei suoni e nelle melodie in cui sono semplicemente poggiati…e le misure sono precise. Quasi ogni brano sembra avere una personalità che si fa notare fin dal primissimo ascolto. Ballate ricche di spazio libero come “Toscana” o poesie notturne come “Mare” o ancora riflessioni personali con un guizzo di malinconia al tramonto come in “Chi festeggia”. E poi ci sono i fantasma. Tutti abbiamo dei fantasmi. Quelli di Esposito sono Daniele Silvestri, Fossati ma anche lo stesso Zibba che pone una firma pesante nella produzione di questo disco. Un esordio che non lancia la sfida ma che dimostra di saper bene da che parte cominciare. E chi ben comincia è a metà dell’opera. L’opera…l’arte…la musica…maledetto paese quanti artisti che ti stai perdendo per strada!!!