Dov'è Rino? Dove sono i suoi suoni? Dov'è il dio che permette che ad un tratto i suoni debbano svanire nel nulla? Dov'è la memoria? Dov'è tutto? Dov'è la pietà umana nel sapere che chi con il proprio strumento allietava le altrui anime adesso non suona più? E' tremendo tutto questo. Ma è ciò che è successo. Ed è ancora incredulo il tempo di stabilire come sia possibile. E' ancora incredulo colui che non suonerà più. E' ancora incredulo l'anziano uomo che seduto sulla soglia della vita aspetta il proprio passo. E' incredulo il silenzio che si è dovuto stagliare intorno alle corde che mai più suoneranno. Rino Zurzolo colui che aveva fatto del proprio strumento un punto d'amore, il contrabbasso. Colui che suonò e creò con Pino Daniele. Colui che seppe vivere di luce propria. Colui che sapeva insegnare cos'è la musica. Ecco, adesso non ci sarà più. RImane solo memoria. Indelebile certamente. Ma quei suoni, quelle silenziose note del contrabbasso non arriveranno più ad essere. E' il cielo che si fa pianto. Ma è così. Per la mia fortuna di averlo avuto come insegnante e di averlo sentito suonare in un duo etero con Gianluigi Di Franco. Persone fatte di suoni dove la terra è troppo terra per essere sopportabile. E' tempo di sentire e di ritrovare come una stella pulsante, da qualche parte del nostro cuore, quei suoni. Averli in memoria, sapere che ci sono. Di Rino Zurzolo rimarrà la gentile semplicità con cui narrava la sua musica. Per sempre.