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Teatro Sala Da Ponte, Operaestate Festival Veneto

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SE CENERENTOLA E’ UN GIOCO: 
IL NUOVO ALLESTIMENTO DELL’OPERA DI ROSSINI CHIUDE LA 38MA EDIZIONE DI OPERAESTATE FESTIVAL  
 
Domenica 7 ottobre, alle 15.30 presso il Teatro Sala Da Ponte, Operaestate Festival Veneto presenta in prima nazionale un nuovo allestimento dell’opera lirica La Cenerentola, ossia la bontà in trionfo, di Gioachino Rossini. Questo nuovo allestimento, in co-produzione con la Città di Padova, chiude ufficialmente la 38° edizione di Operaestate, il festival diffuso promosso dal Comune di Bassano insieme alle Città palcoscenico, che da luglio ha animato con spettacoli e performance di teatro, danza e musica il territorio della Pedemontana Veneta. 
Per questa Cenerentola – ossia la bontà in trionfo, la regia è affidata al giovane e affermato regista Paolo Giani, che cura anche scene e costumi e che realizza un allestimento di grande impatto visivo. A dirigere l’Orchestra di Padova e del Veneto sarà invece il Maestro Ferdinando Sulla, cui spetta il compito di ricreare la magia della musica rossiniana attraverso i suoi straordinari musicisti, mentre i cori saranno affidati al Coro Lirico Veneto.
Per l’occasione, a interpretare i personaggi della vicenda, sarà un cast internazionale: Don Ramiro, il principe, è interpretato dal giovane tenore cileno Diego Godoy, mentre il ruolo dello scaltro cameriere Dandini è affidato al baritono ligure Biagio Pizzuti. Sarà Raffaella Lupinacci -  una delle più interessanti giovani voci di mezzosoprano italiane – a vestire i panni di Angelina/Cenerentola; mentre il ruolo del patrigno di Cenerentola, Don Magnifico, è affidato a Marco Filippo Romano, che ha già affrontato questo personaggio triste e buffo allo stesso tempo. Completano il cast le due sorellastre: Clorinda, interpretata dalla giovane soprano rumena Irina Ioana Baiant, e Tisbe, interpretata da Alice Marini; infine, sarà il baritono piemontese Filippo Polinelli a intrepretare il filosofo Alidoro, maestro di Don Ramiro.
 
Ispirata alla celebre fiaba di Charles Perrault, autore di una delle versioni di un racconto popolare presente in numerose culture (sono state “censite” almeno 700 “Cenerentole” diverse), la Cenerentola rossiniana mette in musica il libretto firmato da Jacopo Ferretti che, d’accordo con Rossini, elimina ogni elemento “inverosimile” che caratterizza la storia originale. La storia si modifica così fino a riprendere la struttura di una commedia degli equivoci, con un armonioso equilibrio tra realtà e favola, farsa e commedia, filone sentimentale ed elemento buffo. 
Questa interpretazione di Cenerentola promette di riportare in superficie il bambino nascosto in ogni adulto, anche nel Maestro Rossini. Afferma infatti il regista, Paolo Giani, di aver cercato “una dimensione più deconcettualizzata, forse più vicina allo spirito ironico e di fuga che ha ispirato questa famosa favola: lo spazio dei bambini”. È infatti dal gioco nell’infanzia che arriva l’ispirazione: “i bambini non si divertono a giocare in un mondo infantile, ma fra di loro vogliono fare gli adulti e ad atteggiarsi come loro”.
Cosa rende così attuale la fiaba di Cenerentola e perché rimettere in scena proprio quest’opera di Rossini? “Cenerentola di Rossini è un orologio dal meccanismo perfetto che funziona senza carica, attorno al quale basta costruire una cassa di risonanza per quel ticchettio brillante e incalzante” afferma Giani, “e forse, se dopo duecento anni stiamo ancora realizzando di nuovo la Cenerentola di Rossini, al termine della favola capiremo che questo gioco in realtà non finirà mai...”. 
 
 
Info e prenotazioni: Biglietteria festival, 0424.524214
 
Info press: Elena Lamberti – cell 3495655066 – elena.lamberti07@gmail.com
 

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 03 Ottobre 2018 10:48 )  

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