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FOLKABBESTIA: è grande festa da "Fricchettoni"

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FOLKABBESTIA
“IL FRICCHETTONE 2.0”

cover Folkabbestia

“Il fricchettone 2.0” - OFFICIAL VIDEO

Torna in scena il “kombat" folk irlandese dei Folkabbestia, una vera festa itinerante tra le tante derive che il suono folk prende a spasso per popoli e tradizioni. E in questo nuovo disco di inediti ci ritroviamo nei balcani, in Grecia, in Turchia ma anche nel pop italiano e nelle immancabili organze irlandesi. E poi torna il suono del grande singolo che li ha resi celebri: “U frikkettone” che per l’occasione si colora delle collaborazioni di Finaz ed Erriquez della Bandabardò e Dudu e Fry dei Modena City Ramblers. Leggerezza e la festa nei toni corali, quel certo piglio che mai si fa serioso ma che sa come sottolineare temi universali di libertà e uguaglianza. L’amore prima di tutto…

Un nuovo disco dal tema interessante. Uno sguardo al passato ma “traducendolo” al futuro di oggi... in qualche modo. Cosa significa per voi questo Fricchettone ma in versione 2.0”?
“U frikkettone” nasceva originariamente come la rielaborazione in dialetto barese di una famosissima canzone “The wild rover”. Questo brano irlandese lo suonavamo ad ogni concerto ed era il momento in cui tutto il pubblico partecipava cantando e battendo le mani. Il nostro violinista Osvaldo ebbe l'idea di riadattare il testo irlandese in dialetto barese e il vagabondo selvaggio diventò, nella versione dei Folkabbestia, u’ frikkettone, cioè un personaggio anticonformista e stravagante che, dopo una vita obliqua e randagia, decideva di tornare a casa da mamma e papà per ricevere in cambio una buona tazza di tè. Da allora ad ogni concerto viene sempre cantata da tutto il pubblico. L'hanno intonata in dialetto barese anche in Bretagna!! Abbiamo deciso di celebrarla insieme ai nostri vecchi compagni di viaggio che abbiamo incontrato lungo le vie del folk facendone una nuova versione completamente diversa dall'originale, nel ritmo, nell'arrangiamento, nel testo. Abbiamo unito gli Status Quo con i Dubliners, il rock and roll con il folk irlandese ed il risultato è tutto da ballare, si forse l’arrangiamento è un po’ vintage... ma funziona! Certamente non ci sono più i fricchettoni di una volta... oggi i giovani ascoltano musica trap, chattano su WhatsApp e postano foto su Instagram... però i messaggi dei figli dei fiori del 1969 possono ancora essere attuali. Anche se nel ritornello de “Il fricchettone 2.0” diciamo che non ne vogliamo più sapere di fare i fricchettoni, crediamo ancora che un mondo fatto di musica, pace e amore possa esistere, se siamo in tanti a sognare il sogno diventa reale! Fricchettoni di tutto il mondo unitevi!! Noi ci crediamo ancora...

Interessante la copertina... ce la raccontate?
La copertina nasce dall’idea che il fricchettone 2.0 viene proiettato nel futuro e l’immagine è estrapolata da un frame del videoclip del brano. Nel video e nella copertina il fricchettone 2.0 diventa un cosmonauta con dred incollati sul casco che a bordo della sua nave spaziale sgangherata, modello pulmino Wolkswagen anni ‘ 60, con bandiera della pace e adesivi di Bob Marley e Che Guevara incollati sulla tuta, compie mille avventure nello spazio, su altri pianeti, il pianeta Woodstock 69 o il pianeta Stratocaster 56... Alla fine il cosmofreak con i capelli bianchi torna sul pianeta terra, dai suoi anziani genitori, che lo accolgono a braccia aperte, un po’ commossi e gli offrono un’antica e buona tazza di te... Il video è stato scritto da Lorenzo Mannarini per la regia di Andrea Larosa/Lucerna Films. Executive Producer: Beppe Platania. Le animazioni del video e l’immagine di copertina sono del bravissimo disegnatore Etienne Visora.

Puglia Sound tra le colonne di produzione di questo lavoro... ci raccontate questa realtà?
Puglia Sounds è il programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale regionale ed è uno strumento molto utile per poter riuscire a realizzare e produrre un album. La Puglia si conferma una regione all’avanguardia nell’ambito della promozione della cultura.

E in generale cosa lega la vostra Puglia a questo genere di musica? Dove nascono certe radici di stile?
Noi siamo originari della Puglia ma alcuni di noi si sono trasferiti per motivi di lavoro al nord o all’estero, chi a Milano, chi in Veneto, chi a Berlino, alcuni però sono tornati, altri sono rimasti. Il legame con le proprie radici è importante, noi lo manifestiamo attraverso l’amore per la nostra musica popolare le cui influenze spesso si ascoltano nelle nostre canzoni. Quello che è per noi la musica popolare lo abbiamo scritto in alcuni testi delle nostre canzoni. “... Sei la musica popolare, ninnananna da sussurrare. Nella notte che si fa scura sei il balsamo che mi cura. Sei la musica popolare, ritmo d’Africa senza posa. Nella notte che si colora sei il canto che mi consola. Sei la musica popolare, na femmene bella assà. Si nu fueche ca me scalde e non me fasce mai abbrescià...”

Per chiudere: quanta società c’è in questo disco che lo sento molto proiettato al sentimentalismo?
In questo album ci sono molte tematiche sociali. Oramai gli scambi di opinione e le relazioni interpersonali avvengono prevalentemente sui social, ma la canzone riesce a trasmettere oltre che messaggi, soprattutto emozioni e le emozioni muovono gli animi e risvegliano le coscienze, per questo sono importantissime. Nella canzone “Un giorno di festa” gli ideali sono quelli della Rivolta di Pasqua del 1916 quando il popolo irlandese si ribellò all’oppressione dell’invasore inglese. La libertà non è un regalo bisogna guadagnarsela. Con “Lo facciamo per voi” prendiamo le difese degli ulivi, che sono patrimonio fondamentale del paesaggio, della storia e della cultura pugliese. La campagna salentina viene paragonata alla foresta amazzonica e gli agricoltori sono dei novelli Chico Mendes che lottano e si oppongono al disboscamento e all’abbattimento del loro bene più caro. E citando la canzone contenuta nell’album “Il sole in inverno”... gli uomini cambiano ma i pensieri non si fermano e continuano e arrivano lontano...

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 08 Gennaio 2020 12:35 )  

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