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Tiberio Ferracane: l'eleganza della sua "Magaria"

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Tiberio Ferracane
"Magaria"

Cover Ferracane 2

Ascolta "Magaria" on Spotify

Eleganza, viaggi di un altrove che non è solo questione di geografia ma anche di tempo, di ricordi... un disco pregno di un modo francese e americano allo stesso tempo, di quello storytelling prezioso e figurativo, di questa voce roca di fumo e di riflessione, di beat generation a volte ma anche di una distesa primaverile a due passi dal mare. Tiberio Ferracane pubblica un bellissimo disco come "Magaria", disco di vita e di nostalgia dentro cui riprendere le fila del tempo e farne un prezioso ricamo con cui guardar detro la propria esistenza. E sottolineiamo anche che questo rivivere a ritrovo la propria vita, senza mai smettere di guardar dentro il tempo presente, è anche una storia che passa dentro grandi classici, non solo inediti: Ferracane ci regala anche canzoni immortali riviste e codificate dalla sua voce. Su tutte, ad aprire e chiudere il disco, melodie e scritture dell'artista marsigliese Philippe Troisi recentemente scomparso a cui tutto il lavoro è dedicato.

Tornano gli inediti di Tiberio Ferracane. Un disco di vita… quanto e come la pandemia l’ha ispirato? Tantissime cose nascono dalle distanze…
La pandemia mi ha dato il tempo, come a molti dei miei colleghi, di andare a riprendere le cose lasciate in sospeso, in fondo era il momento giusto. Era il momento a cui pensavo da tempo. Le distanze sono state il motore di questo lavoro. Le rotte percorse dai miei nonni, per andare ai miei genitori, per tornare a me, per aspettare, come si aspetta un treno, un aereo …un amico o il tuo amore in un bar del centro.

E poi si torna spesso alle piccolissime cose. E troppo spesso ci rendiamo conto che queste portano con sé il vero significato. E molto penso ci sia di questo nel disco… vero?
Si, dopo tanto girovagare, si torna a casa, anzi ci si ferma e si osserva tutto quel mondo che hai lasciato per un po’ e pensi che casa sono le persone che l’abitano, persino i suppellettili i vecchi mobili, i quadri e la memoria fa il suo mestiere e sai che hai una storia da raccontare e io scrivo canzoni per raccontare. Le piccolissime cose che animano e fanno agitare i tuoi sonni e scattare l’interruttore della creatività.

I grandi classici con cui hai colorato la tracklist di inediti. Come li hai scelti? Alcuni sono davvero “antichi”…
In effetti volevo una colonna sonora al mio disco, tante canzoni arrivavano dal passato come cornice perfetta al mio racconto fatto di canzoni e memoria. Oh si! Orgogliosamente “Antichi”! “Un ‘ora sola ti vorrei” è del 1938, sembra una canzone scritta ieri sia per la musica che per il testo. “U’pisci spada” del 1961.
“L’italien” poco conosciuta in Italia di Serge Reggiani, italiano naturalizzato francese, in Francia è un vero inno per gli immigrati e non solo italiani.

E cosa ti ha portato il riscoprirli? In qualche modo cantare queste canzoni ti ha regalato una nuova chiave di lettura?
Sai in questi anni di silenzio creativo, il mio ultimo disco di inediti risale a 10 anni fa, mi sono appassionato al canto, all’interpretazione e alla storia della canzone. Così ho messo su spettacoli come “Ritratti d’Autore” percorsi monotematici su quelli che io ritenevo i grandi della canzone italiana e non solo: Domenico Modugno, Giorgio Calabrese, Luigi Tenco e molti altri. O percorsi storici della canzone e i fatti più significativi della storia italiana.
Indubbiamente l’interpretazione di questi brani e di molti altri che sono andato ad interpretare mi hanno fatto crescere e dato molteplici chiavi di lettura delle canzoni e del modo di affrontare i miei brani.

E questa “Magaria” che tanto canti… somiglia per caso alla magia della vita che stai ancora vivendo?
“Magaria” è una parola viva, potente, magica dipende dal contesto: Incanto e fattura, il bianco e il nero, la notte e il giorno. È come la vita, di tutti noi!

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 06 Giugno 2022 16:29 )  

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