Marco Elba
"Frammenti"

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Un mosaico di emozioni. Sono frammenti di vita, sono edulcorazioni della normalità. C'è forte un sentore neomelodico dentro il nuovo EP del giovanissimo cantautore savonese Marco Elba. Si intitola "Frammenti" e si dipana dentro sei brani che sfidano le abitudini a tratti o le confermano, dipende dal nostro personalissimo modo di ascoltare. E se brani come "Batman" sanno di futurismi non troppo illuminati, "Au Revoir" calpesta sentieri del nuovo pop moderno. L'elettronica è sempre un punto centrale per tutto l'ascolto. Ci perdiamo dentro una splendida chiacchierata a contorno...
Da Savona però con un taglio decisamente “neo-melodico”. Sembra davvero così o è una mia impressione?
Non è la prima volta che mi viene fatto notare. In realtà, qualsiasi cosa si senta, è del tutto involontaria. Probabilmente i miei ascolti, decisamente variegati, hanno influenzato involontariamente determinati brani. Provo grande stima e apprezzamento nei confronti della scena napoletana, ci sono alcuni artisti davvero incredibili. In ogni caso, se devo essere onesto artisticamente penso di non avere nulla a che fare con il neo melodico.
E la scena ligure in che modo è intervenuta per questo primo EP? Ci sono richiami e scelte artistiche di “bandiera”?
Come accennato, ascolto davvero di tutto e sicuramente i grandi del passato sono un esempio straordinario e prezioso da cui ancora oggi si può imparare moltissimo. Essere nato nella stessa terra di leggende immortali della musica mi riempie di orgoglio e spero, in un modo o nell’altro, di rendere loro onore. Sicuramente anche questo è un ingrediente che va a comporre la ricetta della mia musica!
E come da prassi ti chiedo della scelta di fare critica sociale. Le maschere di “Batman” in qualche modo parlano di questo: che rapporto hai con il tema sociale? Un artista per te deve prendersi la responsabilità di fare critica?
Personalmente credo che ognuno debba decidere cosa si sente di fare. Non penso che la musica debba per forza essere impegnata socialmente. Se un artista non se la sente non vedo perché debba obbligatoriamente farlo. D’altronde ci sono molti modi di fare arte. Nel mio caso, ho i momenti in cui mi preme affrontare argomenti più impegnati, come in “Batman”, altri in cui invece gli obiettivi sono altri. Dipende tutto da ciò che mi sento e che voglio raggiungere con una determinata canzone. Ma dato che la mia musica è innanzitutto sincera e autentica, cerco di non forzarmi e di volta in volta seguire la strada che reputo più vera e adatta.
E nella liquidità di oggi, un disco simile che posto può aspettarsi?
L’impressione è che “Frammenti” stia venendo apprezzato, sia dal pubblico sia dalla critica. Ho spaziato parecchio all’interno di esso, e ciò ha fatto sì che raggiungesse un pubblico ampio. In ogni caso, ciò che spero è che sia rimasto, per quanto infinitesimale, qualcosa di positivo in chi mi ha ascoltato e mi ascolta!
Dal vivo? Che cosa sta accadendo a “Frammenti”? È anche l’occasione di testare nuove cose?
Certamente! Con il mio team stiamo lavorando molto sulla parte live perché finora è forse quella che è mancata di più. Non vedo davvero l’ora di portare la mia musica davanti alle persone che mi ascoltano e mi supportano! Spero con il tempo diventi una cosa sempre più frequente, perché l’incontro con il pubblico è una delle parti più belle di questo mestiere.
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